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Youtube vieta l”estrazione” dei file mp3

Youtube vieta l”estrazione” dei file mp3
Gianluca Simeone

Internet perde un altro pezzo del suo mondo fatto di fruizioni gratuite: dopo Megaupload, la scure delle Majors discografiche coingolge anche i siti di conversione online come Music-Clips.net e YouTube-MP3.org. Queste piattaforme consentivano, infatti, a fronte dell’inserimento dell’url di un video musicale, di poterne estrarre la traccia musicale e di potersi realizzare, in toto, una moderna musicassetta digitale con i successi più graditi.

Musica gratis, dunque, non dissimile da quella che un tempo di otteneva registrando su cassetta le ultime hitlist passate alla radio. E allora come oggi, le Majors cercano di controllare ciò che è di loro spettanza, ma oggi, a dispetto di allora, gli strumenti sono più efficaci. Una lettera di diffida è stata inviata dagli avvocati di Big G ai responsabili dei portali incriminati con l’ordine tassativo di cessare rapidamente le attività di conversione e download dei brani musicali dal portale musicale proprietà di Google. L’accusa formale è di aver utilizzato le Api nei video di You tube per uno scopo diverso dalla loro concezione: il download illegale di brani protetti.

La motivazione reale, come si può bene intuire, è altra che la violazione di un brevetto intellettuale: Google non ha mai gradito la fruizione dei propri video solo in modalità audio perchè questo impediva di corredarli di quella pubblicità grazie ai cui introiti Big G sopravvive. Già in molte piattaforme di blog è stato disabilitato l’incorporamento di video, se non in dimensioni significative, e l’attacco alle piattaforme di conversione online era nell’aria e nell’ordine delle cose. Altro motivo alla base di questo provvedimento è la paura delle Majors.

Per le case discografiche infatti è già poco remunerativo mostrare i video in streaming anzichè raccoglierli in compilations ed hitlist, quindi far circolare la loro musica del tutto gratuitamente senza nemmeno le modeste royalties di Google sarebbe decisamente troppo. Quello che ora il mondo dei netizen si chiede è cosa succederà alle Radio online. Ma sopratutto, quando verrà creata un’alternativa legale a Napster degna di questo nome e con un bacino musicale veramente ampio e conveniente.

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