Economia

Verso la fine dello stage gratis. Compensi minimi da 400 euro lordi

Verso la fine dello stage gratis. Compensi minimi da 400 euro lordi
Fulvio Guerci

Con ogni probabilità subito dopo le feste verrà regolamentata, finalmente, la pratica degli stage, ponendo fine all’uso selvaggio di uno strumento che, nato per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, era diventato invece un modo per assicurare forza lavoro, spesso anche molto qualificata, alle aziende che non intendevano investire nelle risorse umane.

Strana vita quella dello stagista. Se fino a qualche anno fa, infatti, fra le sue mansioni c’erano esclusivamente la realizzazione di fotocopie o caffè per il personale effettivo dell’azienda, col passare del tempo ha visto un’evoluzione tale che l’ha portato da presenza quasi fastidiosa all’interno del circuito produttivo a personaggio invece fondamentale a cui vengono attribuiti compiti e mansioni necessarie all’azienda, fino a diventare – per responsabilità assunte e output prodotto – a tutti gli effetti un lavoratore vero e proprio. Con un’unica, importantissima differenza: lo stagista non viene pagato per il lavoro svolto, con la solita, banalissima motivazione che “tanto deve imparare un mestiere”. Ma nella maggior parte dei casi il “mestiere” lo stagista lo ha già appreso e quindi questa forma di inserimento diviene solo una scusa per sfruttare chi lavora senza dover corrispondere un adeguato stipendio.

Per fortuna c’è chi, in Parlamento, si è accorto di quanto stava da troppo tempo accadendo e ha deciso di porre rimedio. Per la Legge Fornero agli stage deve essere corrisposto un congruo compenso in base al lavoro svolto quantificato in non meno di 400 euro lordi al mese che possono essere corrisposti mensilmente o, a libera scelta dell’azienda, una tantum. Non viene fissato, invece, un tetto massimo di compenso e questo per non “rovinare” i pochi fortunati (circa il 5,3%) che riescono a percepire un rimborso spese di € 750 mensili (poche in realtà, ma esistono ancora aziende che sono capaci di investire sul futuro e sui giovani).

La nuova regolamentazione, che diventerà effettiva probabilmente entro la fine di Gennaio, stabilisce anche vincoli rigidi sulla durata temporale degli stage: non oltre i sei mesi per tutti con le sole eccezioni di quelli di reinserimento al lavoro (massimo dodici mesi) riservati ai disoccupati e ai cassaintegrati e quelli per i disabili (massimo 24 mesi). Non saranno previste proroghe e non sarà possibile effettuare più periodi di stage presso la stessa azienda. Nuove regole anche per il numero di stagisti in rapporto al numero di dipendenti (uno ogni cinque) e solo le aziende di artigianato potranno avere un tirocinante anche in presenza di meno di cinque dipendenti.

Una piccola concessione, quella della nuova regolamentazione degli stagisti, che ha però il sapore della grande vittoria visti i tempi e l’uso scriteriato fatto fino ad ora dello strumento dello stage.

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