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Venerdì 15 febbraio un asteroide “sfiorerà” la terra

Venerdì 15 febbraio un asteroide “sfiorerà” la terra
Fulvio Guerci

Tra pochi giorni si verificherà un avvenimento fortunatamente molto raro, ma dal potere suggestivo enorme: venerdì 15 febbraio, infatti, la terra verrà letteralmente sfiorata da un asteroide denominato 2012 DA14. Questo corpo celeste, che in realtà orbita normalmente intorno al sole in 366 giorni, non è mai passato così vicino al nostro pianeta. 

Il momento in cui la sua traiettoria lo porterà più vicino a noi è previsto per la sera di venerdì 15 alle 20.25 (ora italiana), quando l’asteroide sarà ad una distanza di poco superiore ai 20mila chilometri, una quota minore rispetto all’orbita dei satelliti geostazionari, quelli cioè che ruotano insieme alla terra mantenendo un punto fisso relativamente al suolo, posta a circa 42mila chilometri.

L’asteroide, che sarà visibile da terra anche con uno strumento semplice come un binocolo, pare non abbia nessuna intenzione di venire a contatto con il nostro bistrattato pianeta, e questa è un’ottima notizia, visto che “2012 DA14” ha un diametro di circa 50 metri e una massa di 137mila tonnellate. Il corpo celeste potrebbe però impattare uno dei satelliti geostazionari menzionati in precedenza, dato che la loro orbita verrà attraversata per ben due volte.

Per gli astronomi rimane comunque un appuntamento da non perdere, anche in prospettiva del passaggio, sempre molto vicino al nostro pianeta, dell’asteroide Apophis che, nel 2029, sfiorerà la terra con il suo diametro di 250 metri; allo studio degli scienziati è la forza gravitazionale esercitata sia dalla terra sia dalla luna, per cercare di stabilire se il loro lavoro congiunto sarà in grado di proteggerci. Per assurdo però, questo “scudo” gravitazionale potrebbe deviare l’asteroide in transito alla metà di questo mese, imponendogli una nuova orbita intorno al sole tale da portarlo ad abbattersi sulla terra in un prossimo futuro.

Anche questa volta dunque non ci sarà modo, fortunatamente, di chiamare in causa i Maya, probabilmente solo responsabili di non aver messo a punto un calendario perpetuo tuttavia, confidando nel cielo sgombro da nuvole, sarà una ghiotta occasione per rinfrescare le nozioni di astronomia e godersi uno spettacolo più unico che raro.

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