Un morto e un ferito allo stabilimento Ilva di Taranto

Un morto e un ferito allo stabilimento Ilva di Taranto
Fulvio Guerci

Un operaio morto sul colpo e un altro ferito gravemente è il drammatico bilancio dell’incidente occorso questa notte al già disastrato stabilimento (ma per altri motivi ben noti) stabilimento Ilva di Taranto.

Ciro Moccia e Antonio Liddi, rispettivamente di 42 e 46 anni si trovavano su una impalcatura a circa 10 metri di altezza per sistemare nel settore cokeria un macchinario caricatore che si era guastato. I due operai, il primo manutentore e il secondo dipendente della ditta MR, secondo un prima ricostruzione sarebbero precipitati al suolo a causa di una lamiera del ponteggio che ha ceduto in modo totalmente inaspettato. E, se per Moccia la morte è sopraggiunta pressochè all’istante, per Liddi il trasporto repentino in ospedale dovrebbe, salvo complicazioni inattese, avergli salvato la vita.

Sull’Ilva di Taranto sembra essere caduta una vera maledizione. Dopo le ben note vicende finanziarie ed amministrative che hanno portato all’arresto di alcuni pezzi grossi del consiglio di amministrazione, dopo la messa in cassa integrazione di un gran numero di dipendenti, dopo la morte dell’operaio 29enne Marsella e dopo l’incredibile nubifragio con tanto di uragano abbattutosi sulle strutture che ha portato al decesso del dipendente Zaccaria, arriva un altro durissimo colpo a minare lo stabilimento Ilva di Taranto.

Dopo una notte di dolore, in segno di cordoglio, la fabbrica ha sospeso tutte le attività e proclamato uno sciopero generale congiunto sostenuto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. Oggi ci si interroga sul futuro dello stabilimento di Taranto, in cui in tre mesi hanno trovato la morte altrettante persone. Un fatto inaccettabile.

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