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Un catanese scopre l’algoritmo per vincere sempre a Ruzzle

Un catanese scopre l’algoritmo per vincere sempre a Ruzzle
Gianluca Simeone

Ruzzle è sicuramente il gioco del momento e una delle app per dispositivi iOs e Android più scaricate in assoluto con ben 15 milioni di download: sul web impazzano guide e tutorial su come fare più punti possibili, magari usando dei trucchi all’insaputa dell’avversario ignaro. Ultimamente sta diventando una vera e propria droga, con la gente che appena ha un momento di tempo libero si cimenta subito in una partita con un collega di lavoro, un amico, un parente o un rivale scelto a casaccio dal computer: il successo virale è dovuto in buona parte al fatto che si tratta di un gioco di abilità e bravura, dove la fortuna conta poco o nulla e non serve dover imparare delle istruzioni più o meno complicare, basta essere dotati di un dito veloce.

A molti sarà capitato di affrontare avversari e di venire battuti da essi perché hanno composto delle parole quasi improbabili ma che in realtà esistono, facendo così schizzare il punteggio alle stelle: nonostante la buona volontà, la pratica e la testardaggine, vincere una partita è praticamente impossibile. Siccome a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina, più di qualcuno insinua che chi sta dall’altra parte imbrogli.
E in effetti il più delle volte potrebbe anche essere così: merito di un programmatore di appena 23 anni che studia ingegneria informatica all’università di Catania e che ha messo a punto un algoritmo il quale, date 16 lettere scelte caso, riesce a estrarre tutte le parole possibili e immaginabili. Il ragazzo, che si chiama Federico Fallico, ha creato il sito Ruzzle-cheater, disponibile in diverse lingue (italiano, inglese, olandese, danese, norvegese e svedese), dove è possibile risolvere l’intera scacchiera proposta da Ruzzle nel giro di pochi secondi, senza farsi scoprire dall’avversario che così non può sospettare assolutamente nulla.
Tralasciando il dilemma morale sull’imbrogliare o meno, giocare a Ruzzle in questa maniera, oltre a essere scorretto nei confronti dello sfidante (o sfidato), non è neanche divertente: che gusto c’è a vincere così, senza dover fare alcuno sforzo mentale per trovare le parole e totalizzare più punti degli altri?
algoritmo-ruzzle
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