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Un albero per ogni bimbo. Da domani è legge in tutti i Comuni

Un albero per ogni bimbo. Da domani è legge in tutti i Comuni
Fulvio Guerci

Dopo ben 21 anni di “incubazione” la legge che prevede la piantumazione di giovani alberi per ogni neonato all’interno del territorio urbano delle città italiane, sta finalmente per diventare effettiva. Entrerà in fatti in vigore domani la normativa che obbliga i Comuni con più di 15 mila abitanti a piantare un albero ad ogni nuova registrazione di bambino (nato in famiglia o adottato) presso l’anagrafe.

L’iniziativa, che mira ovviamente a incentivare lo sviluppo di aree e spazi verdi nelle città dello stivale, come detto esiste da oltre vent’anni e fu introdotta con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992, ma non venne mai trasformata in provvedimento esecutivo. Ad essere modificato rispetto alla prima stesura del 92 è però un aspetto del testo: la piantumazione dei virgulti dovrà essere effettuato non più entro i 12 mesi dalla registrazione, bensì entro la metà del tempo, vale a dire entro i 6 mesi dall’atto ufficiale.

Come facilmente intuibile il nuovo regolamento comunale dovrebbe sortire un duplice effetto: per prima cosa contrastare l’impoverimento del “verde” nelle aree cittadine che secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è di otto metri quadrati per cittadino, e in secondo luogo ridare un po’ di ossigeno alle sempre più inquinate zone urbane italiane.

I Comuni dovranno, per legge, comunicare quale tipologia di albero è stata scelta e indicare il luogo della piantumazione. A supervisionare sulla corretta applicazione da parte delle amministrazioni sarà il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico istituito presso il ministero dell’Ambiente.

 

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