Salute

Tumore al seno, i cibi grassi aumentano il rischio

Tumore al seno, i cibi grassi aumentano il rischio
Federica Stresati
La notizia non fa altro che confermare quello che già in molti, soprattutto donne, intuivano: una dieta ricca di grassi aumenterebbe il rischio di tumore al seno. A rivelarlo senza più ombra di dubbio è uno studio dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che ha visto coinvolte oltre diecimila donne di dieci diverse nazionalità europee (tra cui danesi, francesi, spagnole, inglese, svedesi e italiane) malate di tumore al seno.

Le donne sono state scelte tra le migliaia che si sono presentate per il progetto denominato “EPIC”, ossia “European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition”. Le prescelte sono state sottoposte a un periodo di osservazione lungo undici anni, al termine del quale i ricercatori hanno appurato che chi segue una dieta ricca di grassi saturi ha una percentuale maggiore di circa il 14% di sviluppare un tumore al seno.

Non solo: la percentuale sale ancora, sfiorando il trenta per cento (rispettivamente il 28% e il 29%) se si considerano sottotipi di tumore quali quello con recettori positivi per gli estrogeni (ER+) e per il progesterone (PR+), quello e con recettori negativi per il fattore di crescita dell’epidermide (HER2-). A finire sotto accisa sono soprattutto i grassi saturi di derivazione animale. Non si tratta certo di una novità, dal momento che già negli anni ’70 si era notato come le popolazioni che nella loro dieta tipica consumavano più grassi di questo tipo, erano maggiormente soggette a sviluppare il tumore al seno.

La ricerca portata a termine nell’istituto milanese è stata pubblicata sul prestigioso “Journal of National Cancer Institute”, che tra i cibi “incriminati” scagiona quelli contenenti oli vegetali, puntando l’indice contro carni e latticini, gli alimenti che più di altri contengono grassi saturi di origine animale. Il rischio è maggiore per quei tumori sensibili alle terapie ormonali: si tratta di una fetta consistente dei tumori che ogni anno colpiscono le donne, considerando anche che il tumore alla mammella è quello in assoluto più diagnosticato tra le donne europee e non.

“Questo lavoro dimostra l’importanza strategica degli studi epidemiologici” ha commentato Marco Pierotti, direttore dell’Istituto Nazionale dei Tumori, “investendo sui quali si ottengono risultati rilevanti non solo per la definizione di corretti stili di vita ma anche per la comprensione dei meccanismi di insorgenza dei tumori, come in questo caso per un sottotipo di tumore al seno”. Chi segue una dieta equilibrata, ha aggiunto, dovrebbe ingerire al massimo il 10% di grassi saturi al giorno.

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