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Tsipras e il Parlamento greco dicono SI all’austerity della Trojka

Tsipras e il Parlamento greco dicono SI all’austerity della Trojka
Fulvio Guerci

Alexis Tsipras, leader di Syriza aveva promesso prima della vittoria delle elezioni il taglio del debito, una maggiore assistenza, il rilancio dell’occupazione e una riduzione delle tasse. A distanza di nove mesi dalla vittoria delle elezioni il programma è naufragato a causa del forte indebitamento e delle richiesta dall’Europa e dai creditori per un rientro dei capitali versati.

Oggi, lui e il Parlamento greco, si sono “arresi” all’austerity imposta dalla Trojka , votando in maniera favorevole (ma non senza spaccature, divisioni e polemiche interna allo stesso partito Syriza) al piano di salvataggio concordato nella notte di domenica con i vertici europei.

Il summit europeo di domenica aveva confermato che non si sarebbero potuti attuare tagli nominali al debito della Grecia se entro ieri non avesse attuato le riforme richieste che comprendono la riforma dell’IVA, delle pensioni, dell’Elstat, l’istituto nazionale che si occupa di statistica, oltre all’introduzione di tagli alla spesa che dovranno avvenire in modo semi automatico in caso non si rispetti il tetto prestabilito dai parametri europei.

Dopo il voto di ieri, contestatissimo anche da una parte di opinione pubblica, la Commissione Europea ha inoltre imposto inoltre che entro il 22 luglio si effettui anche la modifica del codice di procedura civile, oltre all’introduzione delle nuove norme in merito di fallimento degli istituti di credito. In caso vengano apportate le modifiche richieste l’Eurogruppo potrebbe fornire un nuovo scadenziario per le rate oppure l’introduzione di pagamenti più lunghi. La modifica dell’IVA imposta dalla UE prevede un’aliquota del 23% introdotta anche per i ristoranti, mentre può rimanere al 13% per i prodotti alimentari, per l’energia, per gli hotel e per l’acqua. L’aliquota del 6% rimane applicata solamente ai libri, ai farmaci e al teatro.

Un ulteriore manovra che dovrà essere adottata dal governo greco sarà quella che introdurrà i licenziamenti collettivi e abolirà la contrattazione collettiva. La norma introdotta il 5 maggio per il reintegro di dipendenti pubblici licenziati nel periodo di austerità o per lo sblocco delle assunzioni di coloro che avevano vinto i concorsi pubblici dovrà essere eliminata secondo le nuove direttive europee, per consentire un risparmio alle casse dello Stato. Per una ulteriore riduzione del debito la UE ha chiesto al governo di Atene di vendere le proprietà pubbliche, che quindi verranno privatizzate, per ottenere almeno 50 miliardi di Euro. Metà dei soldi ricavati servirà per risanare parte del debito, mentre 12, 5 miliardi verranno utilizzati per ricapitalizzare le banche e i restanti verranno impiegati in investimenti.

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