Torino: Rachid, dagli accendini alla laurea in ingegneria

Torino: Rachid, dagli accendini alla laurea in ingegneria
Redazione

Di storie come quella di Rachid non se ne sentono mai abbastanza. Arrivato in Italia a undici anni, Rachid e i suoi fratelli cominciano a guadagnarsi da vivere vendendo accendini e braccialetti di fronte al luogo che ospita le facoltà umanistiche dell’Ateneo torinese, cioè Palazzo nuovo. Oggi, quel bambino, a ventisei anni, ha conseguito la laurea al Politecnico di Torino, ed è diventato un dottore in ingegneria civile.

Il dottor Khadiri Abdelmoula non nasconde la sua felicità e la sua gratitudine nei confronti dell’Italia: “Qui ho trovato un’accoglienza forte. E’ merito degli italiani e dei piemontesi se ho raggiunto questo traguardo”. Agli studenti e ai docenti torinesi, Rachid era noto anche prima che la sua storia venisse raccontata dai giornali, dato che, proprio nella zona universitaria, il ragazzo svolgeva il suo lavoro di venditore ambulante.

Originario di Khouribga, in Marocco, e figlio di contadini, lascia il suo paese in tenerissima età, per “cercare una vita migliore”. Rachid spiega che “le condizioni economiche là non erano un gran che. Così, sono partito per l’Italia. Per il motivo per cui lo fanno tanti altri che cercano un destino migliore”.

Giunge così a Torino, città nella quale può contare sulla presenza di connazionali, fratelli e altri parenti; in più, nel corso del tempo, riesce a farsi molti amici tra coloro che frequentano la facoltà di lettere e filosofia. “Ho fatto diversi lavori”, racconta,” tra cui quello di vendere fazzoletti e accendini. Mi sono diplomato all’istituto tecnico Avogadro. Dopo il diploma però, non riuscivo a trovare un lavoro migliore di quello che facevo. Così, visto che mi piaceva studiare e dato che i miei familiari volevano che continuassi, mi sono iscritto al Politecnico”.

Certo, non è stata una strada facile, quella che lo ha portato infine a laurearsi. Infatti, come dice lui stesso, “è stata una salita ripida ripida. Adesso me ne rendo proprio conto. Lavoravo di giorno, mi arrangiavo come potevo per guadagnare e studiavo di sera. Ho molti amici che mi hanno aiutato. Devo dire grazie a loro”. Il neo dottore spiega che le lezioni hanno sempre occupato il primo posto, perché “seguendo quelle, il 50% del lavoro se non di più era già fatto”.

Rachid è già concentrato sul prossimo obiettivo, la laurea specialistica quinquennale, e spera di trovare un lavoro attinente al percorso di studi già fatto. A sostenere Rachid, al momento della discussione della tesi, anche Max Casacci dei Subsonica, formazione musicale torinese: i membri della band sono grandi amici di Rachid e dei suoi fratelli.

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