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Terremoto in Nepal, migliaia di vittime tra cui diversi italiani

Terremoto in Nepal, migliaia di vittime tra cui diversi italiani
Redazione

In Nepal, mentre la terra continua tremare, aumentano di ora in ora i morti accertati, ed i feriti. Le vittime sono già oltre quota 4mila e si teme che la conta possa raggiungere numeri ancora più consistenti. La catastrofe nepalese ha provocato la distruzione di molte case e palazzi a Katmandu, capitale del paese e nei villaggi nei quali in molti casi le case distrutte sono più del 70%.

Molti villaggi non sono stati ancora raggiunti dai soccorritori. Secondo le notizie che sono giunte dalla Farnesina ci sono 4 morti tra i nostri connazionali, mentre di altre 40 persone non si hanno notizie anche per la difficoltà delle comunicazioni. Due delle vittime sono speleologi del Soccorso Alpino che si trovavano in un villaggio della zona, Langtang, e la loro morte è stata causata dalla valanga che ha distrutto il villaggio, situato proprio alle pendici della catena dell’Himalaya.

I loro nomi sono Gigliola Mancinelli e Oskar Piazza. Gli altri due componenti del gruppo, Pino Antonini e Giovanni Pizzorni, sono invece riusciti a salvarsi. Le altre due vittime di nazionalità italiana, Marco Pojer e Renzo Benedetto, sono rimasti uccisi a causa di una frana mentre si trovavano a quota 3500 su un sentiero a nord di Katmandu, impegnati in un trekking. Un’altra italiana dello stesso gruppo ha raccontato dia vere sentito un grosso boato e successivamente di aver visto una nube e di essere stata poi colpita da pietre e neve che cadevano, Ha subito fratture all’avambraccio e ad un dito, ma si è salvata insieme ad un altro italiano, Attilio Dantone.

Nello stesso incidente hanno trovato la morte anche uno sherpa, un cuoco ed un aiuto cuoco. Intanto iniziano ad arrivare i primi aiuti, e gli USA hanno stanziato per questa tragedia 10 milioni di dollari. Dalla Cina sono arrivate diverse squadre di medici con medicine ed è stato previsto uno stanziamento di 20 milioni di yuan per gli aiuti alle popolazioni. Aiuti anche da parte della Commissione Europea e da aziende private come Apple e Viber e network come Facebook e Google che hanno lanciato raccolte fondi pro Nepal. Le scosse di assestamento stanno continuando e ne è stata registra una di magnitudo 5,1. Molti scalatori sono rimasti bloccati nei campi base sull’Everest e sulle montagne vicine e sono stati poi salvati per mezzo di elicotteri.

Kathmandu

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