Calcio

Tavecchio, la discriminazione territoriale non è più reato

Tavecchio, la discriminazione territoriale non è più reato
Pietro Gagliardi

Carlo Tavecchio, il nuovo presidente FIGC, l’uomo che sta dividendo l’Italia calcistica da alcune settimane, a pochi giorni dalla sua elezione, ha deciso di cambiare un provvedimento e di rivederlo completamente: questo riguarda la discriminazione territoriale, che per lui non rappresenta reato.

Cambiamento molto importante nel mondo del calcio: il nuovo Presidente della FIGC Tavecchio, che come tutti ricorderanno venne accusato di commenti a sfondo razzista, ha deciso che la discriminazione territoriale non sarà oggetto di grossi provedimenti, e che dunque le curve non verranno chiuse qualora i tifosi durante le partite innalzino cori di sfottò.

Saranno però altri i provvedimenti che verranno presi nel caso in cui i tifosi dovesso comportarsi in questo modo: si parte dalla semplice diffida passando poi per alcune multe, che inizialmente non saranno altissime per poi salire di valore qualora il comportamento dei tifosi dovesse persistere nel tempo.

Solo ed esclusivamente se i tifosi compiono atti di razzismo troppo gravi e vistosi, la curva dello stadio verrà chiusa, per evitare che tali comportamenti vengano ripetuti nuovamente. 
Il cambiamento di Tavecchio ha lasciato molte persone perplesse, dato che il razzismo territoriale è stato per diverso tempo oggetto di discussione animata, ma la motivazione per la quale il provvedimento è stato cambiato consiste, a detta dello stesso Tavecchio, per trovare un metodo meno impulsivo e drastico per punire le tifoserie.

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