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Stabilita la data del Conclave, inizia il 12 marzo

Stabilita la data del Conclave, inizia il 12 marzo
Fulvio Guerci
Segnato da un avvenimento inusuale per la Chiesa, le dimissioni del Papa in carica, il Conclave che inizierà in Vaticano il prossimo 12 marzo per l’elezione del nuovo pontefice rispetterà le regole stabilite da una tradizione secolare.
Conclave. Sarà la messa Pro Eligendo Pontefice, officiata dal decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano, ad aprire la giornata dei centoquindici cardinali arrivati a San Pietro per le votazioni. Subito dopo, i porporati sfileranno in processione nella Cappella Paolina, invocando lo Spirito Santo prima di entrare nella Cappella Sistina e prepararsi al rito più importante della cristianità.
Giunti nella Cappella, i cardinali giureranno di svolgere fedelmente il mandato papale, se eletti, e di mantenere il segreto su tutti gli avvenimenti del Conclave. La violazione del segreto comporterebbe l’automatica scomunica del responsabile.
Dopo il giuramento, l’extra omnes: tutti gli estranei al Conclave devono abbandonare la sala e il portone della Cappella viene chiuso dall’interno. Da quel momento, ogni contatto tra i cardinali e il mondo esterno si interromperà: niente cellulari, nessuna comunicazione, un rigido controllo per verificare che nessuno violi il segreto.
Avviate le operazioni di voto, ogni cardinale scrive il nome del prescelto sulla scheda su cui campeggia l’iscrizione “Eligo in Summum Pontificem”, si alza dal proprio posto e depone il foglio nell’urna. La maggioranza richiesta per l’elezione del pontefice è pari a due terzi del collegio. Verificato che il numero delle schede sia pari a quello dei cardinali, gli scrutatori procedono allo spoglio. Alla fine, tutte le schede vengono forate e legate insieme da un filo, per essere bruciate nel comignolo allestito per l’occasione. Sono le famose “fumate“: nera, se la maggioranza non viene raggiunta, bianca, se un candidato ha superato i due terzi degli elettori.
Quando un cardinale ottiene la maggioranza, il decano gli chiede, davanti al collegio, l’accettazione dell’elezione al soglio pontificio. Ricevuto l’assenso, gli domanda il nome con cui il mondo lo conoscerà da quel momento in poi.
Il neo-eletto si ritira allora nella “stanza delle lacrime”, per pregare ed indossare l’abito papale. Il protodiacono potrà a questo punto dare finalmente l’annuncio che tutto il mondo aspetta: habemus papam. Subito dopo, il nuovo pontefice, dalla loggia della basilica di San Pietro, impartirà ai fedeli la prima benedizione Urbi et orbi.
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