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Spopola il test sul cervello, ma per gli scienziati è una bufala

Spopola il test sul cervello, ma per gli scienziati è una bufala
Gianluca Simeone

Sui social network sta spopolando il test per verificare quale emisfero del cervello utilizziamo in maniera predominante. L’applicazione prodotta dall’agenzia di comunicazione tedesca Sommer & Sommer sarebbe in grado di rivelare in soli 30 secondi se abbiamo maggiori capacità nell’ambito del linguaggio, della strategia, della razionalità e della logica (predominanza emisfero sinistro) o maggiori doti creative, intuitive, maggiore fantasia, immaginazione e curiosità (predominanza emisfero destro).

Il questionario pone una serie di domande tra cui il famoso test di Stroop, in cui bisogna pronunciare il colore in cui una parola è stampata, indipendentemente dal significato della parola (la parola verde scritta in rosso deve essere pronunciata come rosso), utilizzo fuorviante in quanto il test di Stroop ha come scopo quello di esaminare i tempi di reazione nell’esecuzione di un compito e non ha alcun legame con la teoria dei due emisferi, come sottolineato dal professore Antonio Raffone del Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma.

Il test di Sommer & Sommer sfrutta l’interesse mai sopito sulla teoria della brain lateralization, elaborata dallo psicologo statunitense Michael Gazzaniga negli anni ”70, secondo cui gli individui si dividerebbero in due categorie, a seconda dell’emisfero cerebrale utilizzato maggiormente, teoria affascinante ma messa in discussione più volte da studi successivi. Lo studio di Mortimer Mishkin e Leslie G. Ungerleider del National Institute of Mental Health, condotto sulle scimmie nel 1982, ha rivelato una suddivisione alto contro basso, piuttosto che destra contro sinistra.

Sulla base di questa ricerca lo psicologo americano Stephen Kosslyn ha ipotizzato un utilizzo maggiore della parte bassa da parte delle persone che pensano maggiormente alle conseguenze delle loro azioni, mentre gli individui in grado di elaborare strategie complicate, pensando poco alle conseguenze, utilizzerebbero la parte alta del cervello. Un’ulteriore studio, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Plos One, condotto da Jared Nielsen, professore dell’Università dello Utah, contraddice entrambe le teorie, dimostrando la non esistenza della polarizzazione negli individui in quanto le funzioni cerebrali sono diffuse in tutto il cervello e sono difficilmente localizzabili con precisione.

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