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Sole: perchè i raggi UVA sono più dannosi degli UVB

Sole: perchè i raggi UVA sono più dannosi degli UVB
Federica Stresati

Con l’estate alle porte riparte la stagione della tintarella a tutti i costi e nonostante sia ormai risaputo come l’eccessiva esposizione ai raggi solari possa, a lungo andare, recare più danni che benefici, non sono ancora statisticamente molte le persone che adottano le precauzioni adatte per salvaguardare il benessere della propria pelle.

Se storicamente è sempre stata riconosciuta la pericolosità dei raggi UVB, negli ultimi anni l’attenzione di medici, dermatologi e delle case produttrici di creme protettive, si è concentrata in particolar modo su quelli UVA, ossìa quelle radiazioni che hanno una lunghezza d’onda maggiore (quella minore spetta agli UVC).

I raggi ultravioletti di tipo A, oltre alla “lunghezza”, si differenziano da quelli di tipo B per alcune caratteristiche specifiche. Scopriamo quali.

Gli UVA, pur avendo effetti più blandi a livello “visivo” (non provocano il rossore tipico dell’esposizione prolungata portato invece dagli UVB), agiscono più in profondità fino al derma papillare tanto da essere la causa principale dei tumori della pelle, dell’invecchiamento cutaneo, di alcuni tipi di melasma cutaneo e delle rughe per effetto della loro azione di danneggiamento delle cellule che producono le fibre di collagene o fibroblasti.

A differenza degli UVB, che troviamo soprattutto durante le stagioni calde e nelle fasce comprese tra le ore 11.00 e le 16.00, gli UVA sono costanti tutto l’anno in quantità decisamente maggiore, penetrano anche nelle giornate nuvolose e anche attraverso i finestrini delle automobili.

Come risaputo la luce del sole stimola la produzione di vitamina D e di melanina con manifestazioni di iperpigmentazione dell’epidermide in risposta a tale stimolo ma, sebbene quella degli UVB può essere una reazione temporanea, i rischi sul lungo periodo a causa degli UVA sono decisamente più importanti.

Fondamentale diventa quindi la fotoprotezione. In commercio sono ormai presenti moltissime creme e cosmetici adatti ad ogni tipo di pelle (secca, mista, grassa, acneica) contenenti filtri UVA e UVB e che, se usati nelle dosi corrette, secondo un metodo razionale e soprattutto evitando in ogni caso l’espozione nelle ore più calde della giornata possono garantire un grado di sicurezza decisamente elevato.

Per i più giovani l’attenzione a non stare troppo al sole dovrebbe essere massima. Al ritorno dalle vacanze, infatti, una pelle apparentemente più asciutta e pulita ma in verità stressata ed ispessita dall’effetto di sole e mare, per un effetto rimbalzo tipico del mese di settembre, torna ad essere impura col rischio di peggiorare situazioni acneiche già attive o addirittura di scatenarle in individui predisposti (nella scienza questo evento viene definito Acne di Maiorca).

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