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Sigaretta elettronica ok in bar, cinema e sui mezzi pubblici

Sigaretta elettronica ok in bar, cinema e sui mezzi pubblici
Redazione

Tutti coloro che utilizzano la sigaretta elettronica al posto delle classiche “bionde”, per poter continuare a compiere l’amato gesto del fumare e contemporaneamente preservare la propria salute (fino a prova contraria) possono esultare.
Con la conversione in legge del decreto legge Istruzione, la norma che vietava l’utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici, inserita nel decreto sull’Iva approvato all’inizio dell’estate, è stata infatti eliminata.

Da oggi sarà quindi possibile utilizzare la “bionda elettronica” nei luoghi in cui invece quella tradizionale resta bandita. Sarà quindi normale entrare in un bar, in un cinema, o salire su un mezzo pubblico, e ritrovarsi vicino a qualcuno intento a “svapare“. Il divieto di utilizzare la sigaretta elettronica rimane invece in vigore all’interno degli edifici scolastici.

Giancarlo Galan, il quale ha presentato l’emendamento che, di fatto, sdogana l’uso della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici, ha affermato di aver accolto il grido d’aiuto “proveniente da una nuova filiera produttiva in forte espansione, massacrata da tassazione e da pesanti divieti di utilizzo e pubblicità a causa di un intervento normativo improvviso e forse poco approfondito”. L’emendamento che cambia radicalmente la normativa sulle sigarette elettroniche, arriva a pochissima distanza di tempo dalla presa di posizione di Umberto Veronesi, il quale si era espresso a favore della “bionda elettronica”, affermando che non è nociva e che, per i fumatori che decidono di abbandonare la normale sigaretta per cominciare ad utilizzare quella elettronica “i vantaggi sono enormi”.

Ovviamente le reazioni all’abrogazione del divieto non si sono fatte attendere. Tra le prime voci critiche si è levata quella del Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell’unità di tabaccologia dell’università Sapienza di Roma, il quale ha dichiarato che “la ratio del divieto continua a persistere” ed è quindi necessaria una forte opposizione a questa decisione con cui “è stata abrogata una norma di civiltà a beneficio dei cittadini”. Anche l’ex ministro Sirchia ha commentato l’accaduto, affermando che si tratta di “un cattivo provvedimento, non certo mirato alla salute pubblica”.

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