Sicilia: ombra della mafia sull’eolico, sequestri per oltre 1 miliardo

Sicilia: ombra della mafia sull’eolico, sequestri per oltre 1 miliardo
Fulvio Guerci

PALERMO. La Dia, Direzione investigativa antimafia, potrebbe aver incastrato Vito Nicastri, meglio noto come “il re dell’eolico”. L’Antimafia ha infatti confiscato all’imprenditore siciliano 57enne un patrimonio di 1 miliardo e 300 milioni di euro obbligandolo di fatto a soggiornare ad Alcamo, suo comune di residenza a metà strada tra Palermo e Trapani, sino al termine delle indagini.

L’operazione della Dia diventa quindi la più grossa operazione di confisca di beni privati mai effettuata sul territorio italiano e risulta particolarmente importante perchè gli inquirenti ritengono che dietro a Nicastri si celi la figura del boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, tutt’ora latitante e ricercato. Il lavoro delle squadre di Palermo è iniziato molto tempo fa. Agli uffici centrali della Dia, infatti, non era sfuggita la rapida e inarrestabile scalata imprenditoriale di Nicastri il quale, partito come semplice elettricista, è diventato uno dei più potenti uomini d’affari dell’intera Sicilia.

Nell’operazione sono stati messi i sigilli a ben 43 società e partecipazioni societarie (anche di Lussemburgo, Danimarca e Spagna), 98 immobili di vario genere, ma anche magazzini, terreni, autovetture, imbarcazioni, motocicli, conti corrente, fondi di investimento, depositi di titoli. Un impero insomma.
Ma la sua dominanza sul mercato dell’energia alternativa si estendeva anche ben oltre i confini dell’isola. Per gli investigatori Nicastri, grazie all’appoggio dei boss mafiosi, ha potuto ottenere posizioni di rilievo anche in Lombardia, Lazio e Calabria.

eolico

 

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