Sconto ai vertici della ThyssenKrupp, ira dei familiari delle vittime

Sconto ai vertici della ThyssenKrupp, ira dei familiari delle vittime
Fulvio Guerci

La corte d’Assise d’appello presieduta dal giudice Gian Giacomo Sandrelli ha modificato per gli imputati del processo ai vertici della ThyssenKrupp. Il processo, nato in seguito all’indicente catastrofico che nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 stroncò la vita a sette operai dello stabilimento di Torino investiti da una fuoriuscita di olio bollente in pressione che aveva preso fuoco, ha vissuto una tappa ieri che farà molto discutere e che ha già scatenato l’ira dei familiari delle vittime.

La storica sentenza che in prima istanza aveva condannato gli amministratori del gruppo tedesco a 16 anni e mezzo di carcere, è stata in sostanza ribaltata. Secondo il tribunale di Torino non si tratta più di omicidio volontario, bensì di omicidio colposo con colpa coscienza. Cosa significa questo? Significa che in secondo grado le pene per i vertici Thyssen, in particolare per l’amministratore delegato Harald Espenhahn, sono state decisamente ridotte passando da 16 anni e mezzo ai 10 anni della nuova sentenza avversata dai familiari delle vittime.

La decisione della corte d’Assise d’appello di ridurre le sanzioni anche agli altri dirigenti del consiglio d’amministrazione Gerald Priegnitz e Marco Pucci portandole a 7 anni, al direttore dello stabilimento piemontese Raffaele Salerno a 8 anni, al responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri e a 9 anni a Daniele Moroni.

Il verdetto della sentenza è stato accolto, come facilmente prevedibile, con sgomento e rabbia dalle associazioni dei parenti delle vittime affiancati in aula in via straordinaria dai familiari delle vittime dell’Eternit, un’altra vicenda oscura dell’industria piemontese; una volta letto il verdetto le persone presenti in tribunale hanno gridato tutta la loro rabbia verso i giudici. Al grido di “Maledetti” e “La giustizia italiana fa schifo” i familiari delle vittime hanno inscenato la loro protesta culminata con l’occupazione stessa dell’aula. Soddisfazione è stata invece espressa dall’avvocato della difesa Ezio Audisio.

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