Scandalo in Tribunale a Napoli, 26 arresti tra cancellieri e avvocati

Scandalo in Tribunale a Napoli, 26 arresti tra cancellieri e avvocati
Fulvio Guerci

E’ caos nel mondo giudiziario napoletano, dopo l’inchiesta della procura sfociata nell’esecuzione di 26 ordinanze cautelari a carico di dipendenti pubblici, avvocati e funzionari. Di queste, 22 ai domiciliari, 3 in carcere e una misura interdittiva.

Agli indagati è stato imputato il reato di appartenere ad una particolare organizzazione esperta nella violazione di fascicoli processuali: le accuse vanno dall’associazione per delinquere all’utilizzo abusivo dei mezzi informatici, ed alla corruzione. Il fatto ha avuto luogo, in particolare, tra la Corte d’Appello e il Tribunale di sorveglianza, dove gli indagati manomettevano i fascicoli in cambio di somme di denaro e di altri doni.
Secondo gli inquirenti, spesso erano proprio i dipendenti a proporre le ipotesi di illecito ai compiacenti avvocati. Il tutto è stato poi smascherato grazie alle immagini video delle telecamere che ritraggono gli scambi illegali di denaro avvenuti tra avvocati e dipendenti, ai pedinamenti ed alle intercettazioni telefoniche ed ambientali. Da queste ultime è poi emerso il tariffario per le diverse operazioni: si va dai 100 euro per assegnare un fascicolo ad una particolare sezione ai 1500 per i rinvii e per altri interventi di vario genere.
Il procuratore aggiunto Pennasilico ha mostrato come questo sistema collaudato faccia ormai parte di un fenomeno diffuso ed inquietante. Nell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari figurano, tra gli altri, 9 dipendenti pubblici, 4 avvocati e un consulente del tribunale che avrebbe stilato delle false perizie psichiatriche a favore di un pregiudicato. In totale sono 45 le persone finite al centro dell’attenzione della procura di Napoli: per alcuni di loro sono subito scattale le perquisizioni da parte della Guardia di Finanza in presenza dei pubblici ministeri così come sancito dalla legge.
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