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Roma: il sindaco Ignazio Marino ritira le sue dimissioni

Roma: il sindaco Ignazio Marino ritira le sue dimissioni
Redazione

A tre giorni esatti dalla sua decadenza d’ufficio, il sindaco di Roma Ignazio Marino, mediante una lettera ufficiale resa nota dal Campidoglio alle 16:30 del 29 Ottobre 2015, ha ritirato le dimissioni dalla sua attuale carica politica. A seguito di tali dimissioni, presentate in data 12 Ottobre 2015, si era fatto un gran parlare delle circostanze che avevano portato Marino a questa decisione e di quali sarebbero state le conseguenze politiche per la capitale sia in caso di ripensamento che in caso di conferma delle stesse.

Un passo indietro era nell’aria già da alcuni giorni, se non addirittura da quel 12 Ottobre, quando nella lettera di dimissioni, Marino scriveva “..ho 20 giorni di tempo per ripensarci..”.
A seguito di questa notizia, diversi i componenti della giunta si dimettono. Si inizia da Marco Causi e da Stefano Esposito, rispettivamente vicesindaco e Assessore ai Trasporti del Comune di Roma. Dimessi anche Luigina De Liegro (Assessore al Turismo) e Giovanna Marinelli (Assessore alla Cultura). Sulle medesime frequenze viaggiano l’Assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci, l’Assessore alla Mobilità Alfonso Sabella e l’Assessore alla Scuola Marco Rossi Doria.

Che ne sarà adesso del Consiglio Comunale?
Secondo quanto stabilisce la legge, per far cadere l’Aula occorre che si dimettano in maniera contestuale almeno la metà più uno dei membri che compongono il Consiglio stesso. Numeri alla mano: i consiglieri sono 48 per cui ci vorrebbero le dimissioni di 25 di loro.
La mozione di sfiducia da parte del Pd nei confronti del sindaco Marino potrebbe essere davvero alle porte anche se in questo caso, in mancanza dei numeri su citati, la maggioranza dovrebbe votare la sfiducia insieme all’opposizione (Forza Italia, M5S, Fratelli d’Italia). Potrebbe, a questo punto, verificarsi, anche se sembra uno scenario meno probabile, la dimissione in massa del Consiglio Comunale. C’è chi, poi, ipotizza che si possa mantenere questa giunta fino a Dicembre, per poi bocciare il bilancio di Marino direttamente in aula.
Roma, in questo caso, sarebbe comunque un Comune destinato al commissariamento.

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