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Rimuovere un tatuaggio con il laser Q-Switched. Risultati e rischi

Rimuovere un tatuaggio con il laser Q-Switched. Risultati e rischi
Federica Stresati

Il nome del proprio amore, un disegno imponente e colorato, il simbolo della squadra del cuore. Dopo alcuni anni il tatuaggio che un tempo appariva perfetto e rappresentativo della nostra personalità, diventa ingombrante e difficile da portare, e il desiderio di rimuoverlo definitivamente dalla propria pelle cresce giorno dopo giorno. In questi casi si ricorre solitamente all’utilizzo del laser, anche se si tratta di un approccio non sempre possibile e che non garantisce risultati certi.

Attualmente si utilizza un particolare tipo di laser che sfrutta la tecnologia Q-Switched e che garantisce risultati maggiori rispetto agli standard precedenti. Nonostante questo evidente successo, però, si tratta di una procedura piuttosto complessa e lunga ed i risultati variano sensibilmente da soggetto a soggetto.

La rimozione del tatuaggio con l’utilizzo del laser Q-Switched appare, per esempio, più difficoltosa nei soggetti fumatori, rispetto a quelli non fumatori, nell’arco di dieci sedute di trattamento. Mentre la zona più complessa da trattare è quella delle gambe, seguite da caviglie e piedi. I tatuaggi estesi e particolarmente colorati sono quelli più complessi da rimuovere, in particolare se è presente il colorante rosso. Fra le difficoltà più riscontrate nella rimozione dei tatuaggi c’è da evidenziare quella che riguarda i tatuaggi vecchi più di tre anni. Dopo questo periodo di tempo il colorante si è depositato in profondità nel derma, evidenziando una notevole difficoltà nella fase di rimozione.

I rischi maggiori legati alla rimozione dei tatuaggi con l’utilizzo del laser sono essenzialmente due:
Cicatrizzazione. Il paziente presenta una cicatrice, talvolta evidente, nella sede della rimozione del tatuaggio, con pelle chiara e sottile.
Inchiostro. Non tutto l’inchiostro risale in superficie e viene rimosso, restando intrappolato negli strati profondi della pelle. Questo accade quando la quantità di inchiostro utilizzata per la realizzazione del tatuaggio è talmente elevata da essere penetrata in profondità nella pelle, evidenziando una notevole difficoltà nella fase di rimozione con l’utilizzo del laser.

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