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Renoir a Torino è già la mostra più visitata d’Italia

Renoir a Torino è già la mostra più visitata d’Italia
Redazione

Dopo aver accolto le ballerine di Degas, a Torino continua ad essere ben saldo il fil rouge con la Francia. Dal 23 ottobre alla GAM sono in esposizione alcuni tra i capolavori più famosi di Pierre-Auguste Renoir provenienti direttamente dall’Orangerie e dal Musée d’Orsay di Parigi. L’artista che visse tra il 1841 e il 1919, fu uno dei grandi protagonisti – insieme a Manet, Monet, Degas, Cezanne, Sisley e Pissarro – della grande stagione dell’Impressionismo francese. E proprio con il grande Monet sperimentò la pittura en plein air.

Al primo piano della Galleria d’Arte Moderna, nella sala dell’Exhibition Area è stata dunque allestita una mostra davvero unica per la qualità delle opere presentate. Si tratta di un’esposizione che vuole percorrere la complessa evoluzione del percorso artistico di Renoir. Attivo per oltre cinquant’anni, egli produsse oltre cinquemila dipinti e un numero incalcolabile di acquerelli e disegni, tutti lavori che mettono in evidenza la varietà e la qualità della sua tecnica pittorica.

L’esposizione torinese comprende sessanta quadri suddivisi in nove sezioni quali L’età della Boheme, Des femmes passent dans la rue, La recherche hereuse du coté moderne, Le metier de paysagiste, Infanzia, Le Jeunes filles au pian, Beau comme un tableau de fleurs, Le nu, Forme indispensable de l’art, L’eredità delle bagnanti. Proprio l’ultimo capolavoro di Renoir, Le bagnanti – insieme di tutte le sue ricerche artistiche e celebrazione di una natura senza tempo -chiude la mostra in qualità di testamento pittorico dell’artista. Ma tra i quadri meritano un occhio di riguardo i ritratti fatti agli amici e colleghi con cui condivideva lunghe sessioni di pittura: Claude Monet, William Sisley e Frédéric Bazille.

E poi ci sono i ritratti femminili in cui Renoir rappresenta donne di ogni estrazione sociale: La liseuse, Madame Darras, Giovane donna con veletta, Femme au jabot blanc, Madame Georges Charpentier, Giovane donna seduta e uno degli ultimi, il ritratto di Colonna Romano. Andando avanti, a costituire una delle collezioni più belle del mondo, sono i suoi paesaggi: Campo di banani, Paesaggio algerino e La moschea – quadri che Renoir dipinse dopo il suo viaggio in Algeria – e i panorami.

In questi è evidente come il verde e l’acqua costituissero per l’artista una continua fonte di ispirazione: La Senna ad Argenteuil, Paesaggio a Cagnes, Chiatte sulla Senna. Memorabili inoltre sono i suoi nudi che realizzò ispirandosi al Rinascimento italiano e alle forme morbide di Tiziano e Raffaello: La toilette (Donna che si pettina), Nudo di donna visto di spalle, Odalisque dormant e l’unica scultura in mostra, Eau.
In esposizione alla GAM ci sono anche gli attrezzi inseparabili da lavoro di Renoir: colori, pennelli e tavolozza. La mostra è visitabile fino al 23 febbraio 2014.

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