Processo sanità: la Regione Puglia chiede di essere parte civile

Processo sanità: la Regione Puglia chiede di essere parte civile
Fulvio Guerci

La Regione Puglia il primo marzo scorso ha inoltrato istanza per essere parte civile nel processo contro la probabile “organizzazione mafiosa” che avrebbe amministrato ,nel periodo tra il 2005 ed il 2009, la sanità stessa del territorio. La domanda era già stata ricusata tempo addietro. Gli avvocati hanno consegnato la loro petizione contro i 14 imputati che hanno optato per il giudizio a rito abbreviato. Il Giudice dell’Udienza Preliminare, Antonio Diella, ha annunciato la sua decisione di astenersi nel giudicare otto dei quattordici incriminati poiché aveva già sentenziato in merito ad alcuni illeciti che la Procura, attualmente, notifica.

Pertanto viene stabilito che il dibattimento per gli otto imputati, a cominciare dal 15 marzo prossimo, avverrà con un magistrato differente. La Regione non si è presentata parte civile nei confronti di un solo consigliere, Antonio Decaro, benché sia accusato di complicità in una tentativo di sopruso d’ufficio. Sarà compito del Giudice dell’Udienza Preliminare, Diella, proseguire il processo sulla sanità, sempre a rito abbreviato, a carico dei rimanenti incriminati. La prima udienza è stata fissata per il 10 aprire 2013, allorché verrà prosciolta la deroga relativa la recente richiesta della Regione Puglia a presentarsi come parte civile.

Tra gli accusati vi è il senatore dimissionario ed ex assessore al Servizio Sanitario della Regione Puglia, Alberto Tedesco. L’atto di accusa nei suoi confronti è quello di essere considerato il presidente di questa ipotizzata associazione. Insieme a lui sarà giudicato anche il già dirigente generale dell’Asl di Bari, Lea Cosentino. Questi saranno processati, con altri 17 imputati, dal 6 maggio prossimo, con rito ordinario dai magistrati del Tribunale del capoluogo pugliese.

Con questo accertamento si darà inizio ad una indagine più ampia sulla situazione sanitaria della Regione Puglia. Il procedimento si occuperà degli ipotizzati concorsi truccati, dei cinque appalti indetti sia dall’Asl di Lecce che da quella di Bari e delle nomine dei direttori. I querelati dovranno rispondere di numerose accuse, ovvero quella di associazione di natura mafiosa, di reati contro la Pubblica Amministrazione, di frode, di corruzione, di estorsione, di turbativa d’asta, di illegalità d’ufficio, di sottrazione di denaro pubblico e di violazione del segreto d’ufficio.

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