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Previsioni elezioni 2013. Centrosinistra, maggioranza assoluta alla Camera, ma non in Senato

Previsioni elezioni 2013. Centrosinistra, maggioranza assoluta alla Camera, ma non in Senato
Fulvio Guerci

Oggi è il 25 febbraio e fra un mese esatto gli italiani aventi diritto di voto saranno chiamati a recarsi alle urne per esprimere la propria preferenza elettorale. A 30 giorni dalla fatidica data delle elezioni politiche 2013, che eleggeranno coalizione e capo del governo per i prossimi 5 anni, si sprecano sondaggi e previsioni. Gli ultimi due in materia elettorale provengono da altrettante affidabili società di statistica e previsione, la “Demos” e l’Istituto Piepoli.

SONDAGGIO DEMOS. Secondo l’agenzia il centrosinistra (PD e Sel) col suo 38,1% sarebbe saldamente in vantaggio nella corsa al governo sui rivali più accreditati del centrodestra, fermi al 25,8%; in questo modo la sinistra otterrebbe la maggioranza assoluta di deputati alla Camera ma Bersani e soci non potranno vantare quella assoluta in Senato (nascono probabilmente da questo presupposto i tentativi di “avvicinamento” coi montiani).

In termini di percentuali la terza forza dell’emisfero sarebbe rappresentata dai centristi guidati da Monti, che otterrebbero il 16,2% dei voti con il Movimento 5 Stelle stimato intorno al 13%. Secondo Demos, alla Camera entrerà anche Rivoluzione Civile di Ingroia con il 4,5%. In questo modo il centrosinistra otterrebbe 340 seggi, il centrodestra 126, il Centro 75 e Rivoluzione Civile 20 seggi.

Per quanto riguarda la suddivisione degli scranni al Senato, stabiliti in base all’esito elettorale di ogni singola regione, il Pd vanterebbe 38,5%, il centrodestra al 25,9%, i montiani al 16,1%, i grillini al 12,1%, mentre la lista di Ingroia è al 4,6%, al di sotto dello sbarramento dell’8%.

SONDAGGIO PIEPOLI. Le proiezioni dell’agenzia si concentrano sull’esito di voto regione per regione. Si nota come il centrosinistra non vincerebbe solo in Veneto, Lombardia e Sicilia; in questo modo otterrebbe 143 seggi su 308, senza raggiungere la maggioranza assoluta. Come detto, da qui nasce “l’accordo” con Monti, che garantirebbe ulteriori 38 senatori.

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