Prete romeno arrestato a Cagliari: svuotava carte di credito assieme a complici

Prete romeno arrestato a Cagliari: svuotava carte di credito assieme a complici
Fulvio Guerci

Chi fa cronaca sa che ormai la realtà ha superato la fantasia. Come altro commentare quanto accaduto a Cagliari, dove oggi un pretetrentunenne è stato prelevato dai militari della Guardia di finanza e condotto in carcere in abito talare, per attività note come “phishing” e “sniffing”.

Andrei Agape, questo il nome dell’arrestato, è un prete di nazionalità romena della chiesa ortodossa del capoluogo sardo. Ora si trova in una cella del carcere di Buoncammino e dovrà difendersi dall’accusa di avere commesso reati in concorso con altre persone.
Anche alcuni complici – 3 cittadini romeni, due bengalesi e un italiano – sono stati arrestati.
Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari Maria Pino, su istanza del Pubblico ministero Daniele Paci. L’indagine è però riconducibile a un’inchiesta più ampia, portata avanti dal Procuratore aggiunto di Palermo, dott. Leonardo Agueci. Grazie a particolari competenze informatiche, la banda era capace di risalire ai codici delle carte di credito utilizzate nelle transazioni commerciali su Internet. L’attività investigativa era partita in seguito alla denuncia proveniente dall’ufficio “booking” di una società di navigazione.
Durante un controllo di routine, relativo alla compravendita di biglietti di viaggio sul web, i dipendenti della società medesima avevano rilevato ricorrenti anomalie relative ai pagamenti dei ticket mediante carte di credito, sempre più diffuse tra i consumatori.
A questo punto gli organi inquirenti, per trovare riscontri probatori, hanno messo sotto controllo le linee telefoniche, ma anche telematiche, riconducibili alle persone sospettate di essere responsabili della sparizione del denaro sottratto a ignari cittadini.
Le basi operative sono state presto localizzate in una rivendita di generi alimentari e in due phone-center.
Abili nel procurarsi i codici delle carte di credito, gli arrestati hanno però commesso degli errori nelle fasi successive, come quello di richiedere acquisti troppo frequenti dal medesimo account, fino all’esaurimento della carta e quindi alla formale denuncia da parte del titolare della medesima. Da notare che tra le parti lese dall’attività criminosa ci sono alcune società che vendono beni o servizi online.
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