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Pornostar morta nel Garda, la polizia esamina le telefonate

Pornostar morta nel Garda, la polizia esamina le telefonate
Redazione

Come nel caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, l’analisi dei tabulati telefonici potrebbe essere determinante per assicurare una svolta nelle indagini per l’assassinio di Federica Giacomini, la pornostar quarantatreenne meglio conosciuta con il nome d’arte di Ginevra Hollander.

Per adesso, il principale indiziato per l’omicidio dell’attrice hard è Federico Mossoni, cinquantacinquenne di Bergamo che, già in passato, ha subito una condanna per omicidio. Ciò che finora sembra essere certo è che la Giacomini è morta a causa di violenti e ripetuti colpi alla testa, come messo in luce dai risultati dati dall’autopsia.

Il nodo che la Procura di Vicenza sta cercando di sciogliere adesso è quello relativo al luogo in cui è avvenuto l’omicidio: finora, le celle telefoniche prese in considerazione dagli inquirenti sembrerebbero condurre a Pescantina, località in provincia di Verona in cui Mossoni possiede una casa. L’esame delle telefonate ha messo in evidenza che la Giacomini e il presunto omicida hanno avuto frequenti contatti telefonici, anche nel momento in cui si trovavano nello stesso posto, come ad esempio è avvenuto lo scorso gennaio.

Nel momento in cui Federico Mossoni fa ritorno a Vicenza, dove viveva con la donna uccisa, mentre il suo cellulare risulta essere attivo, non è così per quello della quarantatreenne uccisa. Sono sempre i tabulati telefonici a mostrare, inoltre, che dal telefonino di Mossoni sono partite ripetutamente delle chiamate indirizzate a un barcaiolo di Brenzone, lo stesso che avrebbe aiutato l’uomo a trasportare nel lago di Garda il cadavere di Federica rinchiuso in una cassa, fingendo di essere un biologo marino. Al momento, però, per il barcaiolo non risultano esserci indagini in corso.

Ginvera-Hollander

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