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Piero Pelù attacca Renzi al Concerto del 1 Maggio

Piero Pelù attacca Renzi al Concerto del 1 Maggio
Redazione

Come da tradizione, sul palco allestito in piazza San Giovanni a Roma, nella giornata di ieri si sono esibiti gruppi musicali ed artisti vari per il Concerto del 1 Maggio, storico appuntamento sonoro per celebrare la Festa dei Lavoratori. L’evento, promosso come sempre dalle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil i cui rappresentanti hanno preso parola in questo delicatissimo periodo storico per l’occupazione nazionale, ha visto esibirsi alcuni pezzi grossi della musica italiana.

A dire la verità un po’ più in sordina rispetto agli anni scorsi per via della crisi certamente, ma anche per la massiccia partecipazione a un altro evento musicale tenutosi simbolicamente nella città di Taranto (e a cui hanno partecipato alcuni grossi artisti del calibro di Caparezza e Vinicio Capossela) verrà ricordato anche per un attacco frontale di un cantante amatissimo in Italia nei confronti del premier Matteo Renzi.

Un concittadino del primo ministro, al microfono dal palco di piazza San Giovanni, non le ha mandate a dire al capo del Governo e segretario del Partito Democratico definendolo “il non eletto” e “il boy scout di Licio Gelli”. Ovviamente l’accusatore è Piero Pelù, ex leader dei Litfiba che, prima di intonare una versione rock de “Il Pescatore” di Fabrizio de Andrè, ha espresso il suo punto di vista senza mezza misure.

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“Deve capire – ha detto Piero Pelù – che in Italia c’è un grande nemico ed è un nemico interno, è la corruzione, la disoccupazione, il voto di scambio, la mafia, la ndrangheta, la camorra” rifilando poi una stoccata: “Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro”.

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