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Parlamantarie M5S chiuse, scelti i parlamentari.

Parlamantarie M5S chiuse, scelti i parlamentari.
Fulvio Guerci

Sono stati decisi attraverso le Parlamentarie i possibili deputati del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Una scelta che come noto è stata effettuata attraverso il web e che nella regione Emilia Romagna ha visto posizionarsi ai primi tre posti tre donne. La più votata è risultata essere la giovanissima laureata in giurisprudenza, Giulia Sarti, di 26 anni. La Sarti è originaria della provincia di Rimini ma da qualche anno vive stabilmente a Bologna.

In passato, per permettersi gli studi universitari, durante le stagioni estivi ha svolto il lavoro di animatrice sulle spiagge della riviera romagnola. La seconda in fatto di preferenza è risultata l’insegnante 41enne, Michela Montevecchi anche lei residente a Bologna. La terza è la giovane madre, Mara Mucci, nota alle cronache nazionale in quanto nello scorso anno il proprio datore di lavoro non le rinnovò il contratto a tempo determinato perché in stato interessante.

Il primo rappresentante del sesso maschile, è l’ingegnere di 34 anni Matteo Dall’osso che nel corso della propria vita è riuscito ad avere la meglio sul terribile male della sclerosi multipla. Intanto, non accennano ad affievolirsi le proteste e le critiche al sistema voluto dalla coppia Grillo – Casaleggio per scegliere i parlamentari del Movimento. Oltre a problemi di natura tecnica manifestatisi soprattutto con l’attacco di alcuni hacker al sito, nelle ultime ore ci sono state tantissime polemiche sul perché alcune candidature non siano state prese in considerazione.

In particolare, Valentino Tavolazzi uno dei primi dissidenti ad essere stato allontanato dal Movimento, evidenzia come le Parlamentarie siano una evidente contraddizione rispetto a quello che è lo statuto. Altra polemica riguarda tre attivisti di Bologna le cui candidature non sono state accettate senza alcuna giustificazione in merito da parte di Grillo. Tra l’altro nella scorsa sera in occasione della riunione degli attivisti, a rincarare la dosa è stato il consigliere regionale Giovanni Favia che ha dato ampio spazio e risalto alla questione dei tre, dando loro modo di spiegare le proprie ragioni.

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