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Offensiva di Israele contro Gaza, centinaia le vittime

Offensiva di Israele contro Gaza, centinaia le vittime
Redazione

Prosegue il raid israeliano su Gaza, così come il lancio di razzi in direzione dell’area israeliana dalla Striscia. Non si arresta il numero di vittime: da quando l’operazione “Confine protettivo” è iniziata sono oltre 500 i palestinesi uccisi , per lo più civili, fra cui anche molti bambini. I feriti ammontano a 1550 ma aumentano di ora in ora.

Tredici fino ad ora le vittime israeliane. Sia Hamas che Israele due giorni fa hanno concordato una tregua umanitaria di 5 ore dalle 10 sino alle 15 del 17 luglio per permettere l’introduzione di aiuti umanitari nelle aree colpite dal conflitto. Tale proposta è stata avanzata dal coordinatore dell’Onu Robert Serry, che si occupa della questione dei rifugiati palestinesi. Hamas ha invece respinto l’intimazione a cessare il fuoco proposta dall’Egitto, un rifiuto già dimostrato nei fatti con il lancio di razzi indirizzati ad Israele che ha risposto con la tanto temuta invasione via terra con le truppe di fanteria e i carri armati corazzati.

Di pari passo lo stato ebraico ha poi ripreso con i bombardamenti in maniera più intensa distruggendo ospedali, case e scuole. Agli oltre 100 mila abitanti della zona est e nord di Gaza, le più vicine al confine israeliano, è stato intimato di evacuare dalle loro case. Secondo quanto riportato da fonti militari sono stati diffusi dei messaggi vocali in particolar modo nel quartiere di Shujàiyya, in cui ai residenti è stato detto di “evacuare nell’interesse della loro sicurezza”.

Nelle scorse notti le azioni congiunte dei carri armati e degli aerei israeliani da combattimento hanno messo sotto attacco le abitazioni di alcuni dirigenti di Hamas, fra cui anche quella di Mahmoud al-Zahar, bersagliata da diversi missili, quella dell’ex ministro Fathi Hammad ed anche la casa di Ismail al-Ashqar, ex deputato. Il presidente degli Usa Barack Obama ha dichiarato che verranno impiegate tutte le misure diplomatiche possibili dagli Stati Uniti per ripristinare il cessate il fuoco del 2012.

Anche il portavoce dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri Catherine Ashton ha reiterato l’appello per “un cessate il fuoco tra Israele e i Territori palestinesi e per una descalation della situazione per cui l’Ue è pronta a fare tutto il necessario”.

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