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Natale avaro di tredicesime per dipendenti Pmi e pensionati

Natale avaro di tredicesime per dipendenti Pmi e pensionati
Redazione

Manca poco più di un mese al Natale e anche quest’anno i lavoratori dipendenti e i pensionati pregustano il momento della riscossione della tredicesima. Le stime  della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani Piccole Imprese) sono tutt’altro che positive e riflettono l’andamento negativo dell’economia italiana.

I 33 milioni di italiani interessati (16 milioni di pensionati e 17 milioni di lavoratori dipendenti) percepiranno 37 miliardi di euro (con un gettito per l’Erario derivante dalla tassazione pari a 9,5 miliardi di euro).  Dalle stime effettuate dalla Cgia gli aumenti saranno irrisori o inesistenti: la tredicesima di un operaio con reddito netto mensile di 1.255 euro sarà maggiore rispetto a quella dello scorso anno di appena un euro. Due euro in più per gli impiegati con reddito di 1.400 circa, mentre per i redditi superiori ai 50.000 euro all’anno non ci sarà alcun aumento.

Il dato lascia presagire un Natale spartàno, con acquisti ridotti al minimo e risparmio anche nel settore alimentare, una notizia pessima per le numerose attività imprenditoriali che ottengono una buona parte del fatturato annuo nel periodo natalizio. I dati della Cgia sono indicativi, in quanto il numero di beneficiari è stato calcolato considerando gli ultimi dati a disposizione, non perfettamente aggiornati alla situazione attuale (i dati sui pensionati sono  del 31 dicembre 2011 mentre quelli relativi ai lavoratori dipendenti sono relativi ai primi 6 mesi del 2013).

Analizzando i dati a livello territoriale, come facilmente intuibile, si nota che il numero di soggetti interessati è correlato al Pil su base regionale: il numero più elevato di beneficiari si registrerà in Lombardia (più di 6 milioni di persone), seguita dal Lazio (3 milioni circa) e dal Veneto (quasi 3 milioni). Mentre i pensionati riceveranno puntualmente la gratifica natalizia, la situazione è molto più complicata per molti lavoratori dipendenti, soprattutto delle piccole e medie imprese, come evidenziato dal direttore dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi.

Da alcuni anni, a causa della forte crisi economica e della crescente pressione fiscale, molte aziende di piccole e medie dimensioni, alle prese con la vera e propria morsa fiscale di fine anno (acconto Iva su tutte) non riescono a fronteggiare contemporaneamente gli obblighi nei confronti dell’erario e quelli nei confronti dei lavoratori e preferiscono, per evitare sanzioni ed interessi, regolare i conti con lo Stato, posticipando il pagamento della gratifica natalizia ai dipendenti. Questo problema si ripercuoterà ulteriormente sui consumi e potrebbe creare gravissimi problemi alle attività imprenditoriali, oltre che alle famiglie dei dipendenti interessati.

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