Napoli, otto arresti nell’indagine sugli appalti per la polizia

Napoli, otto arresti nell’indagine sugli appalti per la polizia
Fulvio Guerci

Otto persone sono state coinvolte nell’ambito dell’operazione effettuata dalla guardia di finanza sugli appalti per il Centro elettronico nazionale (Cen). L’inchiesta, eseguita dai militari della sezione provinciale di Napoli riguarda, nello specifico, il trasferimento di questo centro elaborazione dati della Polizia di Stato da Roma al capoluogo campano. Delle otto persone indagate, quattro sono state condotte in carcere, le restanti sono agli arresti domiciliari. Per le quattro ai domiciliari, in ogni caso è stato stabilito l’obbligo di presentazione presso gli uffici giudiziari. Gli indagati sono stati accusati di aver compiuto vari reati: dalla turbativa d’asta alla frode, dal falso in ufficio all’associazione a delinquere e corruzione.

L’indagine nasce per le presunte irregolarità sul pacchetto sicurezza nella quale sono coinvolti manager legati a Finmeccanica, imprenditori e l’ex Prefetto di Napoli, Oscar Fiorolli, sottoposto agli arresti domiciliari. Per gli inquirenti questi funzionari pubblici avrebbero condotto un sistema di manipolazione del valore di circa 37 milioni di euro, cifra su cui la procura partenopea aveva già messo gli occhi in precedenza. I materiali acquistati e le forniture dei componenti elettronici per il Cen sarebbero risultati vecchi e perciò inutilizzabili.

Tra le persone coinvolte e raggiunte da ordini di custodia cautelare ci sono i due amministratori delegati Subbioni (del gruppo Selex Elsag) e Gualdaroni (del gruppo Telespazio), Mautone (già provveditore di opere pubbliche sia in Molise che in Campania), Gentile, Nasta, De Simone, Inini, La Rocca, Burinato, Zanela e Gustuti. Tra le aziende interessate c’è anche Electron, per cui è stato deciso l’arresto preventivo del valore di 50 milioni di euro. L’inchiesta è stata lunga, complessa e definita dagli inquirenti “un pozzo senza fondo”: i continui accertamenti sembravano non metter fine a questa sporca storia. Tanti gli appalti che hanno insospettito gli investigatori, alcuni di maggior peso (quello per la sicurezza del comune di Napoli su tutti), altri meno (coinvolti comuni più piccoli come Cercola e Volla e altri territori limitrofi), ma tutti presentavano delle strane irregolarità.

Commenta la notizia

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in