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Mozilla:niente più Thunderbird!

Mozilla:niente più Thunderbird!
Gianluca Simeone

Thunderbird è il client di posta progettato dalla Mozilla Foundation, la stessa di Firefox, ed è diventato, in breve, il programma di posta più diffuso nel mondo, lasciando al palo programmi rinomati come Outlook Express ed Eudora. Nel corso degli anni si è evoluto, come le esigenze dei suoi utilizzatori e per stare dietro i competitors. E’ stata aggiunta la funzione che raggruppava le conversazioni con uno stesso interlocutore, sulla scia di quanto già faceva Gmail.

Ed ora ci sarebbe dovuta essere l’integrazione con i social network, Facebook, Twitter, Linkedin, per poter leggere, in un unico supporto, ogni genere di conversazione o aggiornamento. Era prevista anche la possibilità di inviare allegati di grandi dimensioni appoggiandosi a sistemi di hosting tipo Dropbox per poter inviare, al contatto, un link al posto del vero e proprio file.

Ebbene, Mitchell Baker presidente della Mozilla Foundation ha annunciato, dopo numerosi rumors, che lo sviluppo di Thunderbird non sarà più prioritario per i programmatori della Fondazione. Sia chiaro, si spiega nella nota, i 20 milioni di utenti del client non verranno abbandonati.

Quando e se necessario, verranno rilasciate patch per la sicurezza e per la stabilità del programma. Ma nient’altro. I programmatori che erano al lavoro sulle nuove features del programma, verranno spostati sullo sviluppo di Firefox mobile (sin’ora deludente) e sullo sviluppo di Firefox Os, il sistema operativo della Volpe, nato per competere con Goole Os, altro sistema operativo impostato totalmente sui servizi di cloud computing. E le innovazioni? Verranno affidate agli appassionati che orbitano attorno al client di Mozilla: a loro spetterà di introdurre le funzioni di cui essi stessi avrebbero bisogno.

A questo punto resta da vedere cosa farà la community di appassionati di Thunderbird. Alcuni cambieranno programma, altri si produrranno in un fork dello stesso programma in modo da ottenere il controllo completo sullo sviluppo del client. Questo perché, nonostante le webmail, l’esigenza di un buon client locale non viene meno: un po’ perché potrà essere utilizzato per il backup delle webmail stesse, un po’ perché il cloud non è del tutto sicuro. Dunque Thunderbird è morto? Lunga vita a Thunderbird!

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