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Morte per ecstasy: discoteca Cocoricò chiusa 4 mesi, il web si ribella

Morte per ecstasy: discoteca Cocoricò chiusa 4 mesi, il web si ribella
Redazione

Un ragazzino, l’ennesimo, ucciso dalla droga durante una serata in discoteca, questa volta presso il Cocoricò, una delle pietre miliari del divertimento romagnolo.
A sole due settimane dal decesso di L.L., il questore di Rimini Maurizio Improta ha ordinato la chiusura di quattro mesi del suddetto locale, dove il giovane si è sentito male per un’overdose di ecstasy.

Come si legge in una nota della Questura di Rimini, “Il provvedimento ha lo scopo fornire tutela ai soggetti minorenni nei confronti dei quali appare incontestabile la particolare attenzione che la normativa nazionale e internazionale rivolge loro, essendo i minori persone certamente più fragili e vulnerabili rispetto alle altre e, per tale motivo, soggette, ben più di altre, a sfruttamento ed abusi da parte di altri soggetti”.
Questo provvedimento ha però scatenato le reazioni più disparate.

Se da un lato l’avvocato della discoteca Alessandro Catrani si è dichiarato sorpreso “per l’entità enorme della sanzione adottata, giunta fra l’altro al termine di un lungo linciaggio mediatico senza precedenti”, dall’altro il sindaco di Riccione Renata Tosi si ritiene soddisfatto della pena esemplare applicata dal questore, mentre il Codacons sostiene che disporre la chiusura per soli quattro mesi sia “un provvedimento troppo blando […] soprattutto se rapportato alla gravità del tragico episodio”.

E’ importante tuttavia ricordare come negli ultimi anni il Cocoricò abbia lavorato alacremente per trasformare la propria immagine di “discoteca dello sballo” in quella di un luogo orientato verso il divertimento sano, intensificando i controlli al suo interno e avviando una collaborazione con San Patrignano proprio nella lotta contro la droga. Ed è altresì evidente l’impossibilità da parte dei gestori del locale di controllare ogni singolo comportamento tenuto dai ragazzi dentro e fuori la discoteca, specie se deliberatamente decidono di fare uso di sostanze stupefacenti.

Rimane in ogni caso innegabile la necessità di sviluppare una maggiore sensibilizzazione sul tema della droga e dello “sballo del sabato sera”. Come infatti afferma il deputato riccionese Sergio Pizzolante, questa decisione “non è solo inutile rispetto al contrasto alla droga e allo sballo, è anche diseducativa per quanti avendo responsabilità, lo Stato, le famiglie, i media, oggi si sono salvati la coscienza.”

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