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Monti si è dimesso da Scelta Civica

Monti si è dimesso da Scelta Civica
Redazione

Il varo della ” Legge di stabilità ” avvenuto nei giorni scorsi da parte del Consiglio dei Ministri, ha creato una serie di malumori in larga parte delle componenti della politica e della società italiana. Alle dichiarazioni negative da parte dei partiti come la Lega, Movimento 5 Stelle e Sel, dei sindacati e di Confindustria, hanno fatto seguito alcuni interventi critici da parte di esponenti di partiti della maggioranza come l’ex premier Mario Monti e Stefano Fassina del PD.

E se l’esponente PD ” minaccia ” le sue possibili dimissioni dalla carica ricoperta nel governo Letta di ” viceministro ” dell’economia, etichettando come ” poco collegiali ” le scelte fatte in materia economica, Monti compie un passo ben più deciso e si dimette dalla carica di presidente di ” Scelta Civica ” il gruppo che sostiene il governo e del quale lo stesso Monti era stato l’artefice insieme agli UDC, tra i quali il ministro Mauro e Pierferdinando Casini, che invece appoggiano le scelte operate dal governo con la legge di stabilità.

Il tutto mentre il premier Letta è impegnato nella visita negli Stati Uniti, ed ha ricevuto un pieno appoggio da Barack Obama nell’incontro avvenuto tra i due leader. Certamente tutte queste prese di posizione contrarie alla decisione del governo, ad iniziare da quelle delle parti sociali rafforzano le posizioni di chi, anche nell’ambito dei partiti della maggioranza governativa, intende farne una ” copertura ideale ” per un ” regolamento di conti “.

Anche nel Pdl le due fazioni che si sono costituite in occasione della votazione sulla fiducia al governo, sono su posizioni opposte con il gruppo che fa capo ad Angelino Alfano soddisfatto delle scelte, mentre i ” falchi ” sostengono che si devono fare revisioni ” profonde ” durante l’esame in parlamento, iniziando proprio da quelle sulla tassazione sugli immobili, da sempre primo punto per il centrodestra.

Per quanto riguarda Scelta Civica, le dimissioni di Monti sembrano riportare in auge la ” voglia ” dell’UDC di creare una sorta di ” Ppe ” italiano che aspira a diventare il traino dell’intero centrodestra, mentre Monti ed i suoi seguaci del gruppo laico pensano che non sia la strada giusta da percorrere, almeno fino a quando resti sullo sfondo l’immagine del ” Cavaliere “. Problemi all’interno anche del PD con D’Alema che è partito all’attacco del sindaco di Firenze, Matteo Renzi riguardo alla leadership, ed il partito sempre diviso come nel caso della votazione sul presidente ” dell’Antimafia “.

Mario-Monti

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