Milano: tassisti contro Uber, proteste e tensione

Milano: tassisti contro Uber, proteste e tensione
Redazione

Sono ormai diversi giorni che i tassisti di Milano hanno cominciato la loro protesta contro Uber, il colosso statunitense nella connettività 3.0, che permette di prenotare macchine con conducente a prezzi decisamente più bassi rispetto al tradizionale servizio taxi.

La protesta dei tassisti milanesi può essere considerata come uno sciopero bianco: gli autisti delle auto bianche hanno incrociato le braccia e si sono resi disponibili a effettuare esclusivamente le corse chieste per il trasporto di anziani e disabili, da e per gli aeroporti. Per gli altri clienti il servizio è sospeso, fanno sapere, fino a quando non verrà trovato un accordo per regolamentare l’utilizzo di queste applicazioni per smartphone, che stanno dimezzando gli introiti dei tassisti.

La protesta, però, si è fatta più calda nella notte, quando un gruppo di tassisti e di autisti privati è giunto allo scontro in strada: il bilancio è stato di due feriti non gravi: la situazione si è fatta più complicata dopo che sabato non si è riusciti a concludere l’accordo per creare un tavolo di discussione tra le parti e le autorità civili, in modo tale da trovare una soluzione di comune accordo.
Dal canto loro i tassisti chiedono che l’applicazione Uber venga chiusa, almeno fino a quando non verrà trovata una soluzione per regolamentarne l’utilizzo, in modo tale che possa funzionare in armonia con il servizio taxi tradizionale.

Le autorità, invece, denunciano una situazione diventata ormai insostenibile, anche perché la protesta dei taxi mette in seria difficoltà la viabilità cittadina di Milano e, lo sciopero a oltranza, può comportare anche una denuncia per interruzione di pubblico servizio a carico dei tassisti che si rifiutano di effettuare le corse richieste dai clienti.

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