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Metodo Stamina: la Corte Europea conferma lo stop

Metodo Stamina: la Corte Europea conferma lo stop
Redazione

Il caso Stamina è arrivato alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, la quale ha stabilito che la decisione dei giudici italiani, di non consentire ad una donna di curarsi con il metodo Stamina, non ha leso i suoi diritti, anzi il rifiuto ha tutelato la sua salute. La sentenza dei magistrati di Strasburgo del 28 maggio, rigetta il ricorso presentato da Nivio Durisotto, padre di una donna di 39 anni, malata dall’adolescenza di leuco-distrofia meta-cromatica (malattia neuro-degenerativa), a cui i tribunali italiani avevano impedito di curarsi con il metodo, ideato da Davide Vannoni.

Il padre si era rivolto alla Corte perché riteneva leso il diritto alla vita ed alla salute della figlia, con una sentenza discriminatoria che impediva di accedere ad una terapia a cui altri giudici avevano autorizzato l’uso. La Corte ha rigettato il ricorso, perché non ci sono prove scientifiche, dei poterei terapeutici del metodo Stamina ed ha ritenuto legittimo, in quanto diretto a salvaguardare la salute di cittadini, il decreto del marzo 2013, con cui si determina che possono continuare a ricorrere alla terapia, solo coloro che ne usufruivano prima dell’entrata in vigore di tale legge.

La sentenza europea crea un precedente, che aiuta a fare chiarezza su una questione molto particolare, in cui si assiste a ordinanze favorevoli e contrarie alle somministrazione della cura, in quanto scinde il diritto alla cura, dalle richieste dei pazienti ad accedere a terapie senza valenza scientifica certa. Inoltre come affermato da Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato, tale decisione europea, rafforzerà la richiesta di sospensione dell’utilizzo del metodo Stamina, che verrà chiesta al ministro della salute Lorenzin, alla prossima audizione del Comitato Nazionale di Bioetica.

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