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Mafia Capitale: nuova ondata di arresti a Roma

Mafia Capitale: nuova ondata di arresti a Roma
Redazione

Secondo atto per la mafia capitale: 44 nuovi arresti e 21 indagati, che sono stati soggetti a perquisizioni. Già lo scorso dicembre l’inchiesta Mafia Capitale aveva messo alle manette ben 37 indagati solo a Roma. Le accuse sono di associazione mafiosa e corruzione per vari consiglieri comunali e regionali, nonché turbativa d’asta, trasferimento di valori con frode, false fatturazioni e altri reati. I nomi che spiccano nella lista degli arrestati sono: Luca Gramazio, Mirko Coratti, Franco Figurelli, Massimo Caprari, Andrea Tassone, Daniele Ozzimo, Angelo Scozzafava.

Accusato anche l’ex sindaco Gianni Alemanno, che secondo le accuse avrebbe chiesto appoggio a Salvatore Buzzi per le elezioni al Parlamento europeo 2014. Il blitz è stato attuato dai carabinieri del Ros, all’alba del 4 giugno. ll gruppo di politici arrestati era guidato dall’ex terrorista dei Nar Massimo Carminati; si trattava di un’associazione mafiosa che praticava usura sopprattutto per quanto riguarda il settore della raccolta dei rifiuti e quello dell’accoglienza dei rifugiati.

Considerato il “volto istituzionale” della mafia capitale, Gramazio, ex consigliere capogruppo comunale Pdl, poi capogruppo regionale, avrebbe organizzato strategie di infiltrazione nella pubblica amministrazione in cambio di migliaia di euro, mettendo le sue cariche al servizio dell’associazione criminosa.

Nell’indagine è rimasta coinvolta anche La Cascina, la cooperativa cattolica che si occupava di gestire i profughi. In seguito alle indagini, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari dai carabinieri i dirigenti Domenico Cammissa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita, mentre a Francesco Ferrara è spettato il carcere.

I dirigenti della Cascina avrebbero commesso varie corruzioni dal 2011 al 2014. Al centro di questo sistema di corruzione stava l’obiettivo di accedere ai corposi finanziamenti pubblici destinati alla gestione dei flussi migratori. Le perquisizioni non sono state attuate solamente a Roma, ma anche in Sicilia, per il sistema di corruzione che sta attorno al CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Mineo, e a Zola Predosa (Bologna), dove i Ros hanno sequestrato della documentazione negli uffici della Manutencoop.

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