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L’Itu vuole cambiare le regole del Web

L’Itu vuole cambiare le regole del Web
Gianluca Simeone

Le regole che presiedono al funzionamento e alla gestione della rete internet sono ferme al 1988: da allora molte cose sono cambiate ed appare sempre più attuale l’esigenza di adeguarle alla nuova realtà comunicativa del ventesimo secolo. Dello stesso avviso sembra essere l’ITU (l’organismo Onu che si occupa di telecomunicazioni) il quale ha indetto la “World Conference on International Telecommunications”, a Dubai dal 3 al 14 Dicembre, per avviare una profonda riflessione sulla rete delle reti.

Per il momento non si conoscono ancora i temi in discussione ma, ciò nonostante, qualcosa deve essere trapelato perché Google ha varato la campagna “Take Action” per sensibilizzare gli utenti sul tema del rapporto tra mondo libero e rete aperta. L’iniziativa è indubbiamente forte e ci si chiede cosa possa averla suscitata. Big G lamenta il fatto che, a Dubai, dovrebbero partecipare paesi non proprio democratici: di essi 42 filtrano i contenuti online mentre 19 minacciano regolarmente la libertà digitale.

In realtà, secondo i bene informati, a muovere Google in quest’azione di protesta non sarebbe la preoccupazione per la libertà telematica: tra i temi in discussione al meeting di Dubai, infatti, vi sarebbe anche la tassazione dei grandi provider di contenuti (tra cui Google) per finanziare gli ISP, ovvero coloro che gestiscono l’infrastruttura della rete. Su questo punto la risposta dell’ ITU non si è fatta attendere: l’organismo Onu ha precisato che, all’incontro di Dubai, saranno presenti 1800 figure provenienti da tutti gli ambiti, come ad esempio il mondo della ricerca, delle istituzioni, delle imprese e che, quindi, si darà ascolto ad una serie quanto più completa possibile di istanze rappresentative.

Oltre a questo, la libertà della rete sarà al centro dell’attenzione generale anche grazie ad un altro punto che sarà oggetto di dibattito: sembra, infatti, che si parlerà della proposta della Russia di ottenere una maggiore democrazia nella gestione della rete. Nella fattispecie, questa iniziativa mira a bilanciare l’influenza che gli Stati Unti, grazie al loro Ministero del Commercio, hanno sulla rete: obiettivo finale sarebbe quello di ottenere una maggiore compartecipazione degli stati membri nell’assegnazione/denominazione degli indirizzi internet e nel supporto all’infrastruttura della rete.

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