Cronaca

L’Italia frena ancora tra disoccupazione, Pil e deflazione

L’Italia frena ancora tra disoccupazione, Pil e deflazione
Redazione

L’Italia stenta ancora a ripartire, dopo i dati ISTAT negativi del secondo trimestre 2014, che indicavano un pil in calo dello 0,2%, quindi tecnicamente in recessione, l’economia segna il passo anche nel terzo trimestre, dove in attesa dei dati ufficiali, i segnali non sono incoraggianti.

Il livello del Pil 2014 è il più basso registrato negli ultimi 14 anni, con il settore industriale che colleziona l’ennesimo calo di produzione trimestrale consecutivo, seguito dai comparti agricolo e dei servizi, i quali fanno registrare, a loro volta, un segno negativo.

Non sembra aver prodotto nessun beneficio il bonus del governo di 80 euro in busta paga per i lavoratori dipendenti, che schiacciati dal crescente indebitamento delle famiglie e dalle tasse, non hanno fatto registrare nessun aumento dei consumi. Il potere d’acquisto dei potenziali consumatori viene eroso continuamente dagli innumerevoli balzelli italiani.

Passo indietro anche per il Made in Italy, punta di diamante del nostro export, dove si registra un calo delle esportazioni, che sommato agli altri dati negativi, non fa che acuire il problema della disoccupazione, che ormai ha raggiunto livelli drammatici, in particolar modo quella giovanile.

Sempre secondo i dati ISTAT, tra luglio e agosto 2014 si è raggiunto un tasso di disoccupazione del 12,6% e numericamente, gli occupati sono calati di ben 35 mila unità, una media di mille disoccupati in più al giorno. Dati sconfortanti che non lasciano dubbi.
In aumento anche la forbice territoriale, con il nord all’8,5% di disoccupazione e il mezzogiorno con oltre il 20% di persone che cercano lavoro, con punte di quasi il 45% nei giovani tra 18-24 anni.

Drammatica la situazione degli inoccupati nella fascia di età 55-64 anni, per ovvie ragioni meno flessibili dei giovani, che una volta espulsi dal ciclo produttivo hanno poche speranze di trovare una ricollocazione nel mondo del lavoro. 
In particolare, il dato ISTAT degli inattivi, quelli cioè che il lavoro ormai nemmeno più lo cercano, in Italia, nel solo 2014 è aumentato di 105.000 unità.

Di certo non ha aiutato la ripresa e l’aumento dei consumi, lo sforzo da parte del governo per il raggiungimento degli obiettivi di fiscal compact, che drena risorse dall’economia reale per spostarle a compensazione degli impegni presi verso l’Unione Europea.

italia

Commenta la notizia

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Altro in Cronaca