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L’India nega l’immunità diplomatica all’ambasciatore italiano Mancini

L’India nega l’immunità diplomatica all’ambasciatore italiano Mancini
Fulvio Guerci

Le tensioni tra lo Stato italiano e quello indiano non tendono a placarsi tanto da spingere l’India a negare il permesso all’ambasciatore italiano nel paese orientale di tornare in Italia. La necessità del rientro nel paese italiano dell’ambasciatore Daniele Mancini è stato dettato dal clima elettrico che si è creato tra i vertici delle due potenze mondiali a causa della ben nota vicenda internazionale dei due marò rientrati in Italia per le elezioni politiche e non rientrati in India dove sarebbero dovuti essere processati.

I due militari Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, fucilieri del Reggimento San Marco, erano infatti in attesa di essere giudicati da un tribunale speciale istituito a Nuova Delhi per l’uccisione, involontaria ma innegabile, di due pescatori colpiti e uccisi per sbaglio poichè scambiati per dei pirati al largo delle coste di Kerala. Ma dopo il permesso concessogli loro dai governatori indiani, l’Italia ha deciso di trattenerli in patria, rischiando l’incidente diplomatico.

Ed oggi, a conferma del clima più che teso, dall’India è arrivato uno “stop” al rientro dell’ambasciatore italiano nel suo paese natale. “Mancini ha perso l’immunità diplomatica” hanno sentenziato oggi nell’aula del tribunale i giudici indiani poichè “si è persa ogni fiducia nei confronti del signor Mancini” a cui non sarà permesso in alcun modo di tornare in Italia prima del 2 aprile prossimo.

Situazione difficilissima quindi che gli avvocati proveranno a rovesciare legalmente. Ma da Roma qualcosa dovrà muoversi necessariamente per evitare che la vicenda assuma delle pieghe impossibili da recuperare.

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