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Le compagnie di telefonia mobile chiedono regole più severe

Le compagnie di telefonia mobile chiedono regole più severe
Fulvio Guerci

Nello spietato mondo della concorrenza tra le compagnie di telefonia mobile uno dei capisaldi del mercato è da sempre la portabilità del numero di telefono.

Anche questa certezza, però, potrebbe vacillare per volontà dei quattro colossi italiani del settore telefonico mobile. Tim, Vodafone, Wind e 3 hanno infatti chiesto ad Agcom, per evitare di incorrere in clienti insolventi e malintenzionati, che il cambio di operatore possa essere permesso esclusivamente ai clienti che hanno saldato il proprio debito pagando tutte le bollette emesse sino al momento del cambio di operatore.

Oltre a ciò le stesse compagnie hanno chiesto di limitare proprio la “portabilità” del numero di cellulare sulla scheda Sim e di introdurre l’obbligo di rimanere col medesimo operatore per almeno 30 giorni dal momento dell’attivazione della Sim. La risposta dell’Agcom non è tardata a giungere. L’ente di vigilanza ha sostanzialmente frenato le intenzioni delle compagnie ribadendo come “la portabilità è un diritto fondamentale del cliente che deriva dalla normativa Ue, vale a dire una prerogativa quasi intoccabile del consumatore.

“Se gli operatori si sentono frodati hanno nel codice civile tutti gli strumenti di rivalsa contro i clienti morosi”. Anche per quanto riguarda la richiesta temporale rimangono i dubbi perchè “passare da un’offerta a un’altra rimane uno dei capisaldi della concorrenza di mercato nella telefonia”. Le richieste delle aziende leader in Italia sembrano insomma stridere con quelle stesse leggi concorrenziali che le medesime compagnie hanno applicato e sostenuto nel corso degli anni.

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