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La Profezia di San Malachia incombe sul Vaticano. Benedetto penultimo Papa

La Profezia di San Malachia incombe sul Vaticano. Benedetto penultimo Papa
Fulvio Guerci

Le dimissioni di Papa Benedetto XVI, giunte in maniera inaspettata e improvvisa, hanno scosso l’ambiente ecclesiastico tanto da essere interpretate da molti cardinali vaticani come un “fulmine a ciel sereno”. E a poche ore dai commenti giunti dai rappresentanti di Dio in terra, il cielo ha voluto lanciare il proprio segnale. Una immagine vista da due angolazioni differenti, spettacolare e degna di interpretazione, catturata nella serata di ieri dal fotografo dell’Ansa Alessandro Di Meo e dal collega Filippo Monteforte, apre le porte al mistero della fede.

I due sono infatti riusciti a immortalare l’istante esatto in cui un fulmine colpisce la punta della cupola di San Pietro, al termine di una giornata che segnerà per sempre la storia della Chiesa cattolica occidentale. E già in molti si interrogano: pura casualità o segno divino? La domanda è lecita, alla luce anche, e forse soprattutto, della celebre “Profezia di Malachia”.

PROFEZIA. Si tratta di una lunga serie di epiteti o piccole frasi in latino, pubblicata nel 1595 dallo storico Benedettino Arnold de Wyon e attribuita al vescovo di Armagh San Malachia, vissuto nel XII secolo. La lista di 112 appellativi nasce da una visione che San Malachia avrebbe avuto nella città di Roma, e descrive tutti i Papi (e alcuni antipapi) che a partire da Celestino II, eletto nel 1143, si sarebbero succeduti nei secoli a venire. La straordinarietà delle dimissioni di Papa Ratzinger, chiamato “Gloria olivae”, deriva dal fatto che nella Profezia egli fosse il Papa numero 111, vale a dire il penultimo della lunga lista. L’ultimo in assoluto, secondo Malachia, sarebbe stato il “Petrus Romanus”, e corrisponderebbe all’ultimo papato prima della distruzione di Roma.

Ma perchè dare credito alla Profezia? Dalla sua, tra varie incongruenze e interpretazioni, c’è sicuramente il binomio tra gli appellativi criptici lasciati dal santo e le caratteristiche dei Papi che si sono succeduti in Vaticano. Ecco qualche esempio dei sovrani dello Stato Vaticano nella seconda metà del secolo scorso e i rispettivi appellativi latini.

Giovanni XXIII (Angelo Roncalli 1958 – 1963) definito “Pastor et nauta”, proveniva da una famiglia umile (Pastor) e Patriarca di Venezia (Nauta)

Paolo VI (Giovanbattista Montini 1963 – 1978) definito “Flos Florum”, recava nel suo stemma tre gigli

Giovanni Paolo I (Albino Luciani 1978 – 1978) definito “De medietate Lunae”, durò solo lo spazio di un mese lunare

Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla 1978 – 2005) definito “De labore solis”, nacque e morì in occasione di due eclissi solari, eventi rarissimi

Benedetto XVI (Joseph Ratzinger 2005 – 2013) definito “Gloria olivae” è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine della Settimana Santa, periodo sotto il segno dell’ulivo.

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