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La le Nasa diffonde incredibili immagini di Plutone

La le Nasa diffonde incredibili immagini di Plutone
Redazione

La NASA ha ricevuto le prime immagini inviate dalla sonda New Horizons a seguito del passaggio ravvicinato di quest’ultima nei pressi di Plutone, il lontano pianeta nano del Sistema Solare. Le prime immagini stanno permettendo di eseguire osservazioni scientifiche dettagliate del pianeta e potranno aiutare gli astronomi a rispondere ad alcune domande fondamentali riguardo la sua geologia.

Innanzitutto astronomi e scienziati hanno determinato con maggiore dettaglio la grandezza del corpo astronomico. A tal proposito è arrivata la conferma sulle sue dimensioni in relazione agli altri corpi nella vasta regione ai confini del Sistema Solare. Plutone rappresenta infatti l’oggetto astronomico più grande in quella regione di spazio, oltre l’orbita di Nettuno, conosciuta come Fascia di Kuiper. In particolare gli astronomi hanno potuto determinare il diametro del pianeta (2.370 chilometri, un valore leggermente più alto rispetto alle stime precedenti).

Orbitando a circa 12.500 chilometri di distanza, New Horizons ha potuto scattare alcune foto ed una in particolare ha rivelato con un dettaglio senza precedenti la composizione geologica della superficie di Plutone. Tra i vari dettagli, gli astronomi hanno analizzato una regione oscura che potrebbe rivelarsi un enorme deposito di ghiaccio. Inoltre, in base alle informazioni ottenute finora, gli astronomi hanno ipotizzato che sulla superficie di Plutone potrebbero esistere criovulcani, veri e propri vulcani che si trovano spesso sulle lune ghiacciate e che eruttano sostanze a temperature basse come ammoniaca o metano. Una conferma potrebbe arrivare con immagini a risoluzione ancora più alta e i criovulcani potrebbero essere maggiormente visibili in dettaglio quando il pianeta sarà retro illuminato dal Sole in relazione alla posizione della sonda.

Tra le montagne visibili, sono state già individuate alcune alte circa 3350 metri molto probabilmente costituite essenzialmente da ghiaccio. Questi rilievi si sarebbero formati meno di 100 milioni di anni fa e si troverebbero, attualmente, ancora in fase di crescita.
Gli scienziati stanno ora cercando di capire da dove provenga l’energia necessaria per tali attività di tipo geotermico. Non essendo orbitante intorno ad un corpo di grandi dimensioni, gli scienziati hanno escluso le forze mareali. Caronte, la luna di Plutone, risulta essere infatti troppo piccolo per condizionare il pianeta nano tramite le cosiddette forze mareali che provocano attività geotermica utilizzando la sola forza di gravità come elemento di attrito.

 

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