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La Cina abolisce la legge sul figlio unico

La Cina abolisce la legge sul figlio unico
Redazione

Grande cambiamento sul suolo cinese: dopo circa trentasette anni, la politica sulla legge del figlio unico, utilizzata per il controllo delle nascita, è stata completamente abolita.

Le polemiche ed una crescita molto lenta hanno fatto in modo che il Parlamento cinese cambiasse completamente opinione in merito ad un argomento che ha sempre fatto discutere tantissimo.
La politica sul controllo delle nascite, creata nel lontano 1979, col passare degli anni ha rallentato lo sviluppo del Paese, che ne ha pagato le conseguenze per diversi anni.
La società cinese stava rischiando di divenire vecchia, in quanto il numero annuo dei nascituri stava diminuendo in maniera vertiginosa, mentre quello degli anziani continuava a salire senza sosta.
Ad aver spronato il governo cinese è stato un calcolo effettuato dagli esperti dell’Onu, che aveva stabilito che il boom di nascite sarebbe avvenuto solo nel 2030, se non fossero stati adottati dei provvedimenti.
Le conseguenze di questo calcolo ha spaventato tantissimo sia i governanti che la popolazione: altri quattordici anni in questa situazione sarebbe stato sinonimo di crescita economica ancor più lenta e sviluppo praticamente assente.
Per questo, nel quinto plenum realizzato dal Comitato Centrale del Partito Comunista ha deciso di rimuovere questo limite sulle nascita che stava danneggiando il Paese.
Ora infatti, le coppie potranno avere due figli e questo dovrebbe avere due effetti positivi sul Paese: il primo consiste nel fatto che il boom delle nascite avverrà nel 2020, con un cambio generazionale progressivo.
Il secondo consiste invece nel fatto che, i nuovi giovani, potranno aiutare il Paese nel riuscire a svilupparsi con maggior facilità e ad essere uno dei più forti sotto il profilo economico.

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