La Cassazione condanna lo Stato per la strage di Ustica

La Cassazione condanna lo Stato per la strage di Ustica
Fulvio Guerci

La verità che tutti sapevano e che nessuno ha mai osato attestare ufficialmente. Con la sentenza della Cassazione accolta dalla Corte d’Appello di Palermo, il tribunale riconosce che ad abbattere l’aereo Dc-9 Itavia la sera del 27 giugno del 1980 fu un missile esterno. A oltre 32 anni di distanza da uno degli episodi più controversi dell’intera storia italiana e che ha coinvolto lo Stato italiano, quello francese e quello statunitense e i rispettivi servizi segreti, la Giustizia getta quella maschera di omertà e sancisce che non fu un’esplosione interna (tesi a cui nessuno ha mai creduto) a far precipitare nelle acque del mar Tirreno il volo di linea partito da Bologna e diretto a Palermo su cui viaggiavano 81 vittime innocenti (tra cui 11 bambini e quattro membri dell’equipaggio).

Con questa sentenza lo Stato si vedrà obbligato a risarcire ai familiari delle vittime per “non aver garantito con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli”. La Terza sezione civile della Suprema Corte ha quindi respinto i ricorsi presentati dai ministeri della Difesa e dei Trasporti che non intendevano corrispondere il risarcimento (che potrebbe essere stimato nell’ordine di un milione e 240 mila euro a famiglia) per avvenuta “prescrizione” del processo e perché non si poteva imputare loro “l’omissione di condotte doverose in difetto di prova circa l’effettivo svolgimento dell’evento”. La Cassazione, da parte sua, ha ribadito come la tesi del missile sia “abbondantemente e congruamente motivata”.

La verità storica, da sempre sostenuta con prove schiaccianti da esperti e da alcuni protagonisti sta per essere, dopo oltre tre decenni, resa versione ufficiale dei fatti. A gioire oggi è l’associazione parenti delle vittime di Ustica che però chiedono di più, vale a dire la completa ammissione di responsabilità da parte dell’Italia, della Francia e degli USA.

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