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La “Buona Scuola” è legge tra le polemiche, come cambia l’Istruzione

La “Buona Scuola” è legge tra le polemiche, come cambia l’Istruzione
Redazione

È stato approvato il testo legislativo della legge “Buona Scuola”, ma le polemiche che hanno caratterizzato le scorse settimane non si placano.
Ecco che cosa cambia punto per punto, tra più poteri ai presidi e insegnanti sotto valutazione.
Il prossimo settembre verranno assunti più di 100.000 (100.701 per la precisione) precari: oltre a quelli storici, anche i duemila idonei del concorso del 2012.

Ma non tutti otterranno subito la cattedra: 45.000 saranno assunti subito, entro il 15 settembre, mentre altri 55.000 saranno chiamati durante il corso dell’anno scolastico. Restano esclusi gli abilitati TFA (tirocinio formativo attivo) e PAS (percorsi speciali) che dovranno attendere il 2016 per un nuovo concorso che metterà a disposizione 60.000 cattedre. Le graduatorie andranno a esaurimento, non ci saranno più quindi posti riservati ma si entrerà soltanto per concorso.

Gli scatti di carriera non saranno più soltanto per anzianità, ma si aggiungeranno anche crediti formativi e didattici. Il merito avrà un peso del 70%, mentre l’anzianità soltanto del 30%. Ogni insegnante potrà spendere un credito di fino a 500 euro per la propria formazione e aggiornamento.
Non ci saranno più i supplenti, ma il preside potrà chiamare direttamente i membri dell’organico funzionale d’istituto.
Il cosiddetto super-preside, oltre alla chiamata diretta, potrà decidere quali insegnanti premiare in base al lavoro svolto.
Gli incarichi avranno una durata triennale e saranno rinnovabili per altri cicli triennali.

Viene potenziato l’insegnamento della lingua straniera, già dalle scuole primarie. Ma anche arte, musica, diritto ed economia. Saranno anche potenziate anche le strumentazioni digitali, oltre che alle competenze degli insegnanti in questo ambito. Tuttavia, si dirà addio a lavagne multimediali e tablet.
I ragazzi che frequentano il triennio delle superiori dovranno fare almeno 400 ore di stage in azienda o presso enti pubblici, mentre chi frequenta il liceo potrà farne soltanto 200.
Infine, dopo le molte proteste, niente 5×1000 alla scuola scelta.

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