Economia

La BCE garantisce all’Italia l’aiuto economico più importante

La BCE garantisce all’Italia l’aiuto economico più importante
Fulvio Guerci

Il nostro paese è stato sinora il grande beneficiario dell’interventismo messo in mostra dalla Banca Centrale Europea, la BCE, al fine di sostenere i paesi che negli ultimi tempi si sono trovati sotto l’attacco della speculazione internazi laonale. A rendere ufficiale quello che del resto era già ampiamente noto, è stata la stessa banca centrale, la quale ha fissato a 102,8 miliardi di euro il valore dei titoli di stato emessi dall’Italia che sono entrati nel portafogli della maggiore istituzione finanziaria del vecchio continente tra il 2011 e il 2012.

Per capire l’entità dell’intervento, basterà ricordare che la somma complessiva corrisponde quasi alla metà del totale dei bond sovrani i quali sono stati acquisiti nel corso del periodo in questione dall’Eurotower, al fine di ottemperare al Securities Market Programme che era stato varato durante la presidenza Trichet con il preciso compito di sostenere i paesi che si trovavano in maggiore difficoltà.

Dopo l’Italia, arrivano, distanziati di molto, la Spagna che si è vista beneficiata per la comunque non disprezzabile somma di 44,3 miliardi e la Grecia, che ha visto un acquisto di bond sovrani da parte della BCE per quasi quaranta miliardi di euro. Ulteriormente staccati, il Portogallo, con 22,8 miliardi di bond e l’Irlanda, a quota 14,2 miliardi.
Una classifica che può essere considerata una fotografia abbastanza fedele delle difficoltà attraversate da alcuni dei paesi dell’eurozona a causa di conti pubblici disastrati e di dissennate politiche che hanno lasciato il fianco scoperto di fronte ai raid della grande speculazione internazionale, costringendo l’Europa ad approntare una serie di politiche difensive di cui l’intervento della Bce a sostegno dei titoli sovrani è stato l’esempio più clamoroso.
Un intervento che oggi è stato ricordato appunto dalla banca con la diffusione di dati che qualcuno ha interpretato come una sorta di ammonimento al nostro paese. Va infatti ricordato, che una delle condizioni per l’intervento di sostegno riguardava quelle politiche che venivano richieste nella ormai famosa lettera inviata da Trichet a Silvio Berlusconi nell’agosto del 2011, in particolare le riforme del mercato del lavoro e delle pensioni. Riforme che vennero poi attuate da Mario Monti.
Secondo alcuni osservatori, la mossa della BCE andrebbe interpretata perciò come un monito all’Italia affinché dopo le elezioni, e qualunque sia il governo che ne uscirà, il nostro paese continui sulla strada del risanamento intrapreso nel periodo in cui Mario Monti ha tenuto le redini del governo.
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