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Julian Assange non si consegna, ma lascerà l’ambasciata dell’Ecuador

Julian Assange non si consegna, ma lascerà l’ambasciata dell’Ecuador
Redazione

Julian Assange, fondatore di Wikileaks, organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo e pubblica sul proprio sito web documenti coperti da segreto, non si consegnerà alle autorità britanniche, almeno per ora.

A rivelarlo è stato lo stesso Assange durante una conferenza stampa andata in onda, in diretta, questa mattina presso l’ambasciata dell’Ecuador in cui si trova ormai dal 2012, vale a dire da quando su di lui pendono alcune accuse tra le quali quella di spionaggio (che può costare anche la pena di morte) e divulgazione di documenti diplomatici segreti da parte degli Stati Uniti e di violenze sessuali da parte della Svezia, dalle quali si è difeso nuovamente parlando di speculazioni.

In quanto perseguitato, Assange, chiese e ottenne lo stato di rifugiato politico presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, sede da cui stamane, a fianco del ministro degli Esteri del paese sudamericano, ha rilasciato importanti dichiarazioni. La richiesta dell’australiano fondatore di Wikileaks è quella di ottenere la possibilità di muoversi sul territorio da uomo libero. Secondo diverse fonti britanniche, il 43enne originario di Townsville sarebbe affetto da alcuni problemi cardiaci e forse polmonari e avrebbe bisogno di un ricovero e di cure presso una struttura ospedaliera.

Durante la conferenza stampa, Assange, è apparso in condizioni discrete e non ha fatto cenno a tali problemi, ma l’ambasciata ecuadoriana sarebbe pronta a chiedere una autorizzazione speciale per farlo ricoverare usando un’auto come ambulanza ed evitargli l’arresto. La richiesta sarebbe stata respinta dalle autorità della regina.

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