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Josè il naufrago sopravvive a 14 mesi nel Pacifico. Aria di bufala

Josè il naufrago sopravvive a 14 mesi nel Pacifico. Aria di bufala
Redazione
La storia somiglia a quella del film Cast Away ma la realtà ha stupito più della fantasia. Jose Salvador Alvarenga, un uomo di 37 anni originario di El Salvador ma residente in Messico da 15 anni è stato ritrovato su un atollo delle Isole Marshall dopo essere naufragato nel dicembre del 2012.

Ha vagato nell’Oceano Pacifico per ben 14 mesi fino al ritrovamento con addosso i soli indumenti intimi.
Pare che Alvarenga fosse uscito con la sua barca per una giornata di pesca insieme ad un altro pescatore, un ragazzo quindicenne di nome Ezekyel, a cui doveva insegnare i segreti della pesca, essendo lui un cacciatore di squali esperto.
Il caso ha voluto che si sia rotto il motore dell’imbarcazione e che la corrente li abbia spinti a largo, senza più possibilità di riavvicinarsi la costa.

Una tempesta sopraggiunta nelle ore successive ha poi portato i due naufraghi definitivamente alla deriva.
Alvarenga ha riferito che il ragazzo è morto dopo 4 mesi e che lui aveva pensato di suicidarsi con l’ unico coltello che aveva. Ha poi pregato ed è riuscito a ritrovare le forze per sopravvivere, cacciando pesci e tartarughe e uccidendo gli uccelli che si posavano sulla barca di soli 3 metri, attirati dalle carcasse degli animali.

Per non disidratarsi ha bevuto il sangue di questi animali e quando non riusciva a catturarli beveva la sua stessa urina.
Sull’atollo è arrivato effettivamente con lo scafo pieno di resti di ciò che mangiava e con la barca coperta di crostacei. I controlli medici hanno confermato il suo stato di disidratazione ma le condizioni fisiche sono eccellenti.
E’ questo quello che non convince della sua storia: il suo stato salute ottimale dopo aver patito una condizione così estrema.

Jose-naufrago

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