Economia

Instabilità post-Monti, S&P prepara il taglio del rating italiano

Instabilità post-Monti, S&P prepara il taglio del rating italiano
Fulvio Guerci

Dopo l’annuncio delle dimissioni del premier Mario Monti avvenute subito dopo l’approvazione del decreto di stabilità, si apre un periodo di incertezza e di grandi timori per il futuro dell’Italia.

Da una parte c’è chi saluta con gioia l’annuncio di Monti, ritenendolo co-responsabile della grave crisi economica che ha colpito il nostro Paese e, in particolare, il ceto medio. Dall’altra, invece, si teme che la sua uscita dalla politica contribuisca a far ripiombare la nazione in un baratro di difficoltà economiche e poca credibilità internazionale che renderebbero vani i sacrifici fatti da tutti gli italiani negli ultimi dodici mesi.

Questa seconda opinione sembra essere condivisa anche dall’Agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s che minaccia, ancora una volta, di tagliare il rating italiano. Fra le motivazioni che pesano su questa decisione ci sarebbero, secondo una nota dell’Agenzia, non solo l’incertezza politica che si profila all’orizzonte ma anche e soprattutto il significativo e più che concreto rischio che proprio per questa incertezza politica l’Italia non riesca a riprendersi nella seconda metà del 2013, come invece era preventivabile prima dell’annuncio di Monti.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita alla calma anche se è evidente che attenda con ansia crescente la reazione dei mercati. Reazione che non si era fatta attendere dopo l’altro importante annuncio della settimana, il ritorno in campo di Silvio Berlusconi, che aveva fatto balzare lo spread a 327 punti dopo che nei giorni precedenti era sceso, per la prima volta in nove mesi, sotto i 300 (questa mattina lo spread ha toccato quota 360).

Alla calma e all’attesa invita anche Vittorio Grilli, Ministro dell’Economia, soprattutto per permettere all’attuale Governo di continuare a lavorare, finché durerà il mandato, sulle riforme strutturali necessarie per il Paese, nonostante la situazione rimanga comunque incerta e molto difficile. Proprio quelle riforme strutturali che sono al centro delle preoccupazioni di S&P che teme, con un eventuale cambio di Governo e di priorità dell’agenda, uno stravolgimento degli obiettivi di crescita e di taglio alle spese che il Governo Monti aveva invece iniziato ad attuare, pur se fra mille polemiche e difficoltà.

Il monito è chiaro, l’avvertimento è stato dato. Dopo il taglio dello scorso Gennaio da “A” a “BBB+“, un’altra scure sta per abbattersi sull’Italia e questa volta, se dovesse accadere, non porterà con sè conseguenze indolori.
Il prossimo Presidente del Consiglio, chiunque esso sia, è avvisato.

 

 

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