Ilva: a casa 1.400 dipendenti

Ilva: a casa 1.400 dipendenti
Fulvio Guerci

L’Ilva di Taranto rende noto che da oggi circa 1.400 dipendenti, non in blocco, ma a scaglioni rimarranno senza lavoro.

I lavoratori che rischiano di andare a casa appartengono alla lavorazione dei settori della laminazione a freddo, tubifici e dei servizi collegati ad essi. La decisione da parte dell’azienda è giunta a seguito del parere negativo del gip al dissequestro del materiale che è ancora giace sulle banchine.
In questi giorni chiuderanno uno dietro l’altro dunque gli stabilimenti di Novi Ligure, Genova Racconigi e Salerno, dell’Hellenic Steel di Salonicco, della Tunisacier di Tunisi ed altri impianti che si trovano in Francia.
L’Ilva ha dichiarato inoltre che farà ricorso al tribunale del riesame contro la decisione del gip al dissequestro dei prodotti, che si dividono fra finiti e semilavorati, che rimarranno dunque fermi nell’area portuale dell’Ilva. I prodotti che sono attualmente bloccati pesano circa 1.700.000 tonnellate, ed hanno valore di un miliardo di euro. Al momento dell’arrivo della notizia del sequestro da parte del gip Patrizia Todisco i prodotti stavano per essere messi in commercio.
Già alla fine di novembre, l’ Ilva aveva preannunciato la chiusura del grande stabilmente di Taranto e delle altre aziende in Italia proprio per la difficoltà nello smercio dei prodotti a causa dell’impossibilità di effettuare i necessari rifornimenti.
Nei prossimi giorni verrà esaminato da parlamento un decreto proposto dal ministro dell’ ambiente Corrado Clini che dovrebbe permettere all’Ilva di riprendere la sua attività di commercializzazione e produzione.
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